Iª S T A Z I O N E     GESU’ VIENE CONDANNATO

FSF - PF 01

P. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Non si può non prendere posizione di fronte a Gesù:
“E’ meglio che uno solo muoia per il popolo” (Gv 18,14).
“A morte costui! Dacci libero Barabba!” (Lc 23, 18).
“Alla fine Pilato decise di lasciar fare come volevano” (Lc 23,24).
“Pilato fece portare un po’ d’acqua, si lavò le mani davanti al¬la folla e disse:”Io non sono responsabile della morte di que¬st’uo¬mo! Sono affari vostri” (Mt 27,24)
I¬n primo piano le mani di Pilato, le nostre mani, che nessuna acqua può rendere innocenti, se è innocente colui che viene condannato.
C’è un’acqua che potrà lavarci dalle nostre colpe: l’acqua del battesimo, l’acqua che sgorga dal fian¬co aperto di Cristo, il lavacro del suo sangue sparso! Questo genera quello che non avremmo mai immaginato:” L’acqua che io darò diventerà una sorgente per l’eternità” (Gv 4,14) che lava, disseta, dà vita.

Preghiamo: Si¬gno¬re, lavati dal tuo sangue, rifatti nuovi nell’amore scompaia in noi la tentazione del condannare, cresca la capacità di accogliere i¬l fratello.

 

IIª S T A Z I O N E      GESU’ ABBRACCIA LA CROCE

FSF - PF 02

P. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

“Poi a tutti diceva: “Se qualcuno vuol venire con me, smetta di pen¬sa¬re a se stesso, si carichi sulle spalle la sua croce e mi segua” (Lc 9,23).
Lo sguardo di Gesù è volto in avanti con la stessa decisione di quan¬do cominciò il viaggio verso Gerusalemme :”Si avvicinava il tem¬po nel quale Gesù doveva lasciare questo mondo; perciò decise fer¬ma-men¬te ( lett.: indurì il suo volto) di andare verso Gerusalemme” (Lc 9,51).
Ognuno riceve la sua croce. La croce è un passaggio obbligato verso la libertà.
Ma la croce va presa e portata con decisione al seguito di Gesù.
Gesù non ci mostra “come” abbraccia e si carica la sua croce, perché la croce è come una spa¬da che penetra le giunture dei sentimenti più intimi e profondi. O¬gnu¬no ha il suo modo di abbracciare la croce e seguire Gesù.

Preghiamo: Ti chiediamo Signore di non volgere indietro lo sguardo, cercando aiuto e libertà dove non ci sono, ma di se¬guir¬ti con decisione e sotenuti dalla tua forza, portando ogni giorno la no¬stra croce.

 

IIIª ST A Z I O N E     GESU’ CADE PER LA PRIMA VOLTA

FSF - PF 03

P. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

” Se il grano di frumento non cade in terra e non muore, non porta frutto” (Gv 12,24). Questa sarebbe l’unica caduta accettabile.
La tradizione ha sempre voluto vedere in questa caduta di Gesù la sua par¬te¬ci¬pa¬zio¬ne alle esperienze della nostra debolezza.
Nel¬la prima caduta d’istinto si cerca di chiedere aiuto dal basso, da chi ti è vicino, dagli uomini.
La mano si chiude vuota su di sè.
Solo la mano aggrappata alla croce trova un punto d’appoggio. La croce è il vero punto d’appoggio, anche se ti viene calcata addosso.

Preghiamo: Si¬gno¬re, vieni in nostro aiuto. Preserva il nostro piede dalla ca¬du¬ta (sal 56,13), e nella caduta, che non ci sia timore di appoggiare la nostra speranza e la nostra volontà sulla croce.

 

IVª S T A I O N E   GESU’ INCONTRA SUA MADRE

FSF - PF 04

P. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

La madre si trova sempre sul cammino del Figlio, di ogni figlio.
E’ presenza amorosa, invocato sostegno nei momenti cruciali della vita.
Ri¬ve¬la la delicatezza della misericordia.
In¬fon¬de coraggio per proseguire fino a giungere a rivedere la luce.
Pre¬sen¬te fin dall’inizio della vita, la madre lo è lungo tutto il cammino. E noi abbiamo bisogno di sentire la sua presenza e vedere il suo volto, rifugio della speranza e coraggio per il futuro.

Preghiamo: Ma¬dre di Gesù e madre nostra, rifugio, speranza, certezza, for¬za, silenzio, accoglienza, sii sempre presente lungo il cammino del¬la nostra vita, specialmente quando la croce si fa più pesante.

 

Vª S T A Z I O N E    SIMONE DI CIRENE PORTA LA CROCE DI GESU’

 

FSF - PF 05

P. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

” Mentre conducevano via Gesù, presero un certo Simone di Cirene che ve¬ni¬va dalla campagna e gli misero addosso la croce per portarla die¬tro a Gesù” (Lc 23,26).
I¬l Cireneo viene costretto a portare la croce.
Quando riuscirà a ca¬pi¬re quello che Paolo enuncerà già come norma acquisita per ogni cri¬stia¬no: “Portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la leg¬ge di Cristo” (Gal 6,2)?
Por¬ta¬re la croce con Cristo è capire ed accogliere il dono i¬ne¬sti¬ma¬bi¬le della riconciliazione con il Padre. L’incontrarsi delle mani sul¬la croce di Cristo è avere accettato di essere riconciliati con il Padre. E’ avere accettato di essere aiutati da Gesù a portare la nostra croce.

Preghiamo: Si¬gno¬re, che hai portato il peso dei nostri peccati, rendici forti nel portare i pesi dei nostri fratelli, anche quando ci costa.

 

VIª S T A Z I O N E       LA VERONICA ASCIUGA IL VOLTO A GESU’

FSF - PF 06

P. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

“Ora vediamo Dio in modo confuso come in un antico specchio: ma quel gior¬no quando verrà, ciò che è perfetto lo vedremo faccia a faccia. O¬ra lo conosco solo in parte: ma quel giorno quando verrà lo conoscerò come lui mi conosce” (1 Cor 13,12).
” I due discepoli raccontarono quello che era loro accaduto lungo il cammino, e dicevano che lo avevano riconosciuto mentre spezzava il pane” (Lc 24,35).
Anche noi potremo sempre riconoscere il suo volto nei gesti della bontà, dell’amore e della misericordia. Lo riconosceremo anche nell’impronta del dolore.

Preghiamo: Si¬gno¬re, mostraci il tuo volto, e riconosciutolo, che anche noi pos¬sia¬mo mostrarlo nell’amore che avremo verso i nostri fratelli.

 

VIIª S T A Z I O N E       GESU’ CADE PER LA SECONDA VOLTA

FSF - PF 07

P. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

” Egli era come Dio, ma non pensò di dover conservare gelosamente il fatto di essere uguale a Dio. Rinunziò a tutto; scelse di essere co¬me servo e diventò uomo tra gli uomini. Tanto che essi lo riconobbero come uno di loro.
Abbassò se stesso e fu ubbidiente a Dio sino al¬la morte, alla morte in croce” (Fil 2,6 8).
” E’ stato messo alla prova in tutto, come noi, ma non ha commesso peccato” (Eb 4,15).
Chiese aiuto, come noi, al Padre.
Sperimentò il silenzio del Padre.
Cosa può offrire la terra se il cielo rimane chiuso?
Si proietta sul¬la mano sinistra il significato di una morte annunciata.

Preghiamo: Si¬gno¬re, tu non permetti che la nostra fiducia in te venga meno nep¬pu¬re nelle nostre ripetute cadute. Mantienici attenti a soccorrere il fratello, capaci di aiutarlo non una volta, ma settanta volte sette.

 

VIIIª S T A Z I O N E         GESU’ INCONTRA LE DONNE DI GERUSALEMME

FSF - PF 08

P. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

” Lo seguiva una grande moltitudine di gente, e di donne, che si battevano il petto e si lamentavano su di Lui. Gesù allora si voltò ver¬so di esse e disse:”Figlie di Gerusalemme, non piangete per Me, ma piangete per voi stesse e per i vostri figli” (Lc 23,27 28).
La compassione più vera nasce da uno slancio di conversione:”piangete per voi e per i vostri figli”! Solo allora ci si potrà unire alla compassione della “Madre di Gesù” che lo seguì lungo la via dolorosa per essere presente sotto la croce, in piedi, forte, compassionevole.

Preghiamo: Si¬gno¬re, che non disdegni la compassione sincera, aumenta in noi un a¬mo¬re paziente e premuroso, umile e rispettoso, capace di tutto sopportare senza perdere la speranza.

 

IXª S T A Z I O N E           GESU’ CADE PER LA TERZA VOLTA

FSF - PF 09

P. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

“Ma io sono un verme e non un uomo,
vituperio della gente e obbrobrio del popolo.
Quan¬ti mi vedono si fan beffe di me,
storcono la bocca e tentennano il capo:
‘Si è rivolto a Dio, lo liberi Lui,
lo salvi, giacché lo ama” (Salmo 22, 7 9).
Gesù di Nazaret sperimenta il dramma e il mistero della solitudine.
Ma le cadute non dovranno mai bloccare il cammino, anche se chi cade sperimenta l’abbandono più totale, con il rischio di “chiudersi su se stesso”.

Preghiamo: Si¬gno¬re, la tua umiliazione ci risollevi dalla colpa, ci liberi dal timore di essere dalla parte dei deboli, degli emarginati, dei disprezzati, perché sappiamo che quello che avremo fatto a loro lo avremo fatto a Te.

 

Xª    S T A Z I O N E    GESU’ E’ SPOGLIATO DELLE VESTI

FSF - PF 10

P. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

“I soldati intanto si divisero le vesti di Gesù, tirandole a sorte. La gente stava a guardare. I capi invece si facevano beffe di Gesù” (Lc 23, 34‑35).
“Spogliò se stesso” (Fil. 2,7): rinunciò a se stesso, rinunciò a tutto. Si lasciò spogliare di tutto.
“Dovete deporre l’uomo vecchio…dovete rinnovarvi nello spirito… e rivestire l’uomo nuovo” (Ef 4, 22‑24).
Solo allora la spoliazione non sarà più vergogna, ma farà ri­splen­de­re il figlio di Dio che è nell’uomo.

Preghiamo: Padre, liberaci dallo spirito di possessione e rivestici della gloria del Signore nostro, Gesù, per riconoscerci tuoi figli come noi per averlo visto rivestito della nostra car­ne lo abbiamo riconosciuto uno di noi.

 

XIª    S T A Z I O N E       GESU’ E’ INCHIODATO ALLA CROCE

FSF - PF 11

P. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

“Mi hanno traforato mani e piedi,
posso contare tutte le mie ossa”
(Salmo 22,17‑18).
“Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato” (Gv 6,38).
Tutto il corpo di Cristo fatto grido di angosciosa fiducia: “Padre sia fatta la tua volontà!”. E se noi lo guardiamo dalla parte del Padre capiremo quanto amore è racchiuso nell’essere stato inchiodato sulla croce: un amore misericordioso a braccia sempre aperte!

Preghiamo: Si­gno­re che hai detto: “e io offro me stesso in sacrifico per loro, per­ché anch’essi siano veramente consacrati a te” (Gv 17,19), fa che an­che il nostro amore per te e per nostri fratelli, sia come il tuo irreversibile.

 

XIIª    S T A Z I O N E  GESÙ MUORE SULLA CROCE

FSF - PF 12

P. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

“Gesù gridando a gran voce disse:’Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito'” (Lc 23,46).
“E,dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse:”Tutto è compiuto”. E chi­na­to il capo, spirò” (Gv 19, 30).
La morte ha coperto della sua presenza la croce.
Ma non è sua la vit­to­ria, bensì del Cristo: “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto” (Gv 19,37) perché dalla sua morte è venuta la vita!
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Preghiamo: Si­gno­re, chinato il capo hai dato a noi il tuo spirito di vita, hai ge­ne­ra­to in noi la tua dignità di Figlio di Dio. Che tanto sa­cri­fi­cio per noi non resti senza frutto.

 

XIIIª S T A Z I O N E        GESU’ E’ DEPOSTO DALLA CROCE E CONSEGNATO A SUA MADRE

FSF - PF 13

P. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

“Donna, ecco tuo figlio” (Gv 19,26).
“Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per en¬tra¬re nella sua gloria?” (Lc 24,26).
“Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti… e anche a te u¬na spada trafiggerà l’anima” (Lc 2,34.35).
Maria accoglie ancora una volta nel suo grembo il Figlio dopo essere pas¬sa¬to per le nostre mani.
Ora è lei fatta ad immagine del Figlio suo, ne assume i sentimenti, la bontà, la misericordia.
Il parallelismo è tale che la riconosciamo coredentrice.

Preghiamo: Maria, madre che conosci il dolore e la forza, madre sublime nei mo¬men¬ti difficili e supremi della vita dei tuoi figli, che anche noi pos¬sia¬mo celebrare la nostra morte nelle tue braccia!

 

XIVª S T A Z I O N E GESU’ E’ DEPOSTO NEL SEPOLCRO

FSF - PF 14

P. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

” Di questo gioisce il mio cuore, anche il mio corpo riposa sicuro. Per¬ché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione” (Sal 15,9 10).
La tomba di Cristo, è l’altare della nuova alleanza, il solco dove i¬l grano germoglia: “Se il chicco di grano caduto in terra non muo¬re, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,24).
Ogni voto religioso è come una spiga che deve essere affidata al sol¬co della morte per essere fonte di vita.
Solo la fede vede la luce del risorto!

Preghiamo: Signore, mantienici vigilanti nella preghiera, luminosi nella fede, ge¬ne¬ro¬si nel dono di noi stessi, affinché liberi dalla marte del pec¬ca¬to e risorti con Cristo, possiamo essere suoi testimoni credibili.