Per: Chiara Colotti – Città del Vaticano

Dall’8 settembre al 5 ottobre, l’esperienza intercongregazionale organizzata dal gruppo “Tutti Fratelli” ha riunito 60 religiosi, proveniente da 35 Paesi e appartenenti a 14 Congregazioni diverse. Tra loro due Fratelli della Sacra Famiglia: Gerardo Matamoros e Antony Arul Raja.

Presso la Casa Generale dei Fratelli La Salle di Roma, si è tenuto il percorso di formazione sull’intercongregazionalità organizzato dal gruppo “Tutti Fratelli”. Il fil rouge degli incontri di quest’anno: riflettere sull’identità e la missione del fratello religioso, condividendo idee ed esperienze. L’appuntamento di ieri, che ha chiuso queste quattro settimane ricche di contributi e testimonianze, ha visto la partecipazione di 5 Superiori Generali, Fr. John Kallarackal dei Fratelli di San Gabriele, Fr. Ernesto Sánchez dei Fratelli Maristi delle Scuole, Fr. Robert Schieler dei Fratelli delle Scuole Cristiane – La Salle, Fr. Javier Hernando dei Fratelli della Sacra Famiglia e Fr. René Stockman dei Fratelli della Carità.

Gli obiettivi

Sono cinque gli obiettivi che hanno coinvolto i fratelli religiosi nelle ultime settimane. Ci si è proposti, innanzitutto, di creare uno spazio di intercongregazionalità tra le varie famiglie religiose, offrendo al tempo stesso una piattaforma di formazione permanente. Inoltre, durante il percorso sono stati forniti ai partecipanti gli strumenti necessari per realizzare cambiamenti positivi all’interno delle comunità e approfondire il documento di “Identità e Missione del Fratello Religioso”. Ultimo, ma non meno importante: il ritrovo è stata un’occasione preziosa per rafforzare i legami del Gruppo con i fratelli ad altre latitudini.

Le tematiche affrontate

“Nel corso della prima settimana – spiega Cristobal Calzado dei Fratelli del Sacro Cuore – ci siamo concentrati sull’identità e la missione del religioso fratello, condividendo insieme esperienze e punti di vista”. La seconda sessione di incontri ha affrontato il tema di una nuova spiritualità per il fratello religioso, “una spiritualità molto più apostolica e contemplativa, che riesca ad integrare la vita e la dimensione ecologica”, precisa Calzado. La leadership in comunità, il discernimento e l’accompagnamento dei fratelli sono stati invece gli spunti di riflessione della terza settimana, mentre l’ultimo ciclo di appuntamenti si è proposto di affrontare le sfide attuali per il religioso fratello.

Le sfide di oggi

“Numerose sono le sfide che si aprono all’orizzonte per i religiosi fratelli: dall’aiuto ai bambini e alle persone vulnerabili alla cultura vocazionale, dalla secolarizzazione all’interculturalità”, afferma Cristobal Calzado. In particolare, proprio quest’ultime sono questioni cruciali e decisive nel mondo in cui viviamo. Un mondo sempre più collegato e interconnesso grazie all’uso di dispositivi tecnologici che ci consentono di raggiungere ogni angolo del pianeta. La sfida per i religiosi fratelli è quindi quella di essere un punto di riferimento all’interno di una realtà così complessa e in costante divenire.

Un’esperienza di fratellanza

L’intento dell’incontro tra le diverse Congregazioni è quello di approfondire la propria identità condivisa, offrendo idee e spunti che possano aiutare a crescere nel percorso vocazionale di ognuno. “L’elemento più importante – conclude Cristobal Calzado – è l’essere fratelli; la consapevolezza di essere fratelli perché Gesù ci ha fatto tali. Questa fraternità è ciò che vogliamo comunicare alle persone intorno a noi. Questa fraternità è il messaggio del Vangelo che noi vogliamo trasmettere”.