Pasqua 2019

 “Andate e annunciate il vangelo (Marco 16, 15-20)

Cari Fratelli, membri delle Fraternità Nazarene, Aspiranti a Fratelli, Comunità Educative, Comunità cristiane, Catechisti ed amici della Famiglia Sa-Fa.

 

Ricevete il mio affettuoso saluto Pasquale nell’anno in cui ci stiamo preparando anche per celebrare il nostro 38º Capitolo Generale. In questo contesto pasquale e di congregazione siamo invitati a vivere con la gioia del Vangelo i misteri essenziali della nostra fede. Al seguito del tema del nostro prossimo Capitolo, il Papa ci ricorda che l’”allegria” è il segno più eloquente  dell’intervento del Vangelo nella vita delle persone e la testimonianza più efficace di un cristiano nel suo vivere quotidiano. Pertanto, approfittiamo di questo indirizzo per analizzare quanto ci sia  in noi di routine o di tristezza per cambiarli in novità e allegria.

In questo saluto vi propongo di riflettere sui “passi dell’allegria del Vangelo” che personalmente o comunitariamente dobbiamo fare negli ambiti personali, comunitari, familiari, sociali o educativi. Credere nella resurrezione di Cristo e celebrarla con gioia è confessare che il bene può trionfare sul male. La novità della Pasqua di resurrezione è una bella notizia che cambia la vita a tutti quelli che credono in Gesù e impegna i cristiani a divulgare il messaggio del Vangelo.

 “Andate ed annunciate il Vangelo, è il compito quotidiano che concerne tutti noi. Si tenta di portare il Vangelo alle persone che ognuno incontra, tanto ai più vicini come agli sconosciuti. È la catechesi informale che può realizzarsi in mezzo ad una conversazione e è anche quella che realizza un missionario quando visita una casa. Essere discepolo è avere la disposizione permanente di portare ad altri l’amore di Gesù e questo si produce spontaneamente in qualunque posto: per strada, nella piazza, nel lavoro, nella vita“, EG127). Questo modo di annunciare il Vangelo ci invita a rendere visibili nelle nostre vite alcuni segni di Cristo resuscitato, tra essi: l’allegria, la pace e la speranza.

I fatti ecclesiali degli ultimi mesi hanno messo in rilievo l’attenzione evangelizzatrice che dobbiamo porre ai giovani. In unione con la Chiesa annunciamo che Gesù vuole farsi presente nei cuori di tutti i giovani. E seguendo il Venerabile Fratel Gabriele prendiamo l’impegno di accompagnarli nelle aule, nei cortili, nella catechesi, nelle reti sociali e negli ambienti dove i giovani vivono. Stare in mezzo a loro ci identifica con la nostra vocazione e ci ricorda la nostra missione.

Vi propongo tre considerazioni per vivere la Pasqua di quest’anno:

Camminare insieme:  Camminare insieme e non da soli o per proprio conto. Dobbiamo saper stare in Comunità, in famiglia, nella Comunità Educativa o nei gruppi di pastorale per camminare come Famiglia Sa-Fa. La comunione è la strada e la strategia del successo per la risoluzione dei problemi nell’ambito delle nostre vite. La nostra azione educativa e pastorale è sempre un’esperienza comunitaria che impegna i religiosi, gli educatori, i genitori e coloro che riusciamo a raggiungere: Bambini, ragazzi, giovani, adulti etc. L’educazione e l’evangelizzazione devono essere una strada comune e condivisa. Perciò, uno dei migliori regali che possiamo offrire ai membri della Famiglia Sa-Fa come frutto di questa Pasqua è favorire in noi i legami di famiglia e le virtù relazionali.

Lasciarci evangelizzare:  L´”andate ed annunciate” comincia quando contempliamo il mondo con gli occhi di Gesù resuscitato. Per ciò, la prima condizione per parlare di Dio agli altri è parlare personalmente con Lui. La missione incomincia dalla conversione personale di chi ha la responsabilità di annunciare Gesù Cristo. Alcuni inviati realmente evangelizzati saranno credibili ed efficaci, perché parleranno con le loro vite, prima che con le loro parole.

Mettere in pratica le opere di misericordia. L’amore e la misericordia tendono a proiettarsi in opere, gesti e segni concreti “ogni volta che lo avete fatto ad uno di questi miei piccoli lo avete fatto a me….” Tutti accumuliamo carenze e limitazioni che reclamano la generosità altrui. Quanta gente vive bisognosa dei mezzi necessari per vivere con dignità! Quanta gente vive bisognosa d’affetto, di compagnia, di educazione o di salute! Quanta gente si sente esclusa, isolata, vuota, priva di consolazione, di speranza, d’orientamento o abbandonata moralmente e spiritualmente! E quanti adolescenti sono vittime del bullismo nelle scuole!

Celebrare la Pasqua è un’opportunità per uscire da noi stessi e andare incontro all’altro, al ferito dalla vita, a colui che non ha il necessario, al malato, all’anziano o all’escluso. Come discepoli di Gesù siamo chiamati a “portare i segni di Cristo” e ad incarnare nella terra i valori di giustizia, pace ed amore. Tra essi possiamo aggiungere un valore che ci sta chiedendo il nostro prossimo Capitolo Generale e che va in sintonia con la Pasqua: la gioia.

Caro fratello, sorella, uniti a tutta la Chiesa, celebriamo la Pasqua di Cristo e guardiamo al futuro con la convinzione che il Signore cammina con noi, ci mostra le sue mani misericordiose e ci offre la sua nuova vita nei sacramenti.

Buona Pasqua di Resurrezione!

 Fr. Juan Andrés Martos Moro SG