Partecipanti : Fr. Giueseppe Accomazzo, Michel Barbut, Gérard Berne, Fr. Teodoro Berzal, Fr. Pierino Dotti, Annamaria Gaidano, Fr. Carlo Ivaldi, Régis Malfroy, Annamaria et Bruno Montini, Stéphane Noël, Fr. Simon Ouedraogo, Lina et Luciano Perin, Eric Pireyre, Fr. Robert Ruffier, Giuliana Vitali.

Dopo la riunione e la gioia di stare insieme, diamo notizia di coloro che non sono potuti venire, ma

che ci hanno assicurato della loro comunione. La presenza di Gabriele vive nella casa che ci unisce. Dopo una preghiera di adorazione di Gabriel Taborin, che ci mette alla presenza di Dio, ci scambiamo alla luce delle encicliche Lumen gentium e Gaudate et exultate, su Vivere come profeta. È lo Spirito che ci rende individualmente responsabili, è al nostro fianco e ci aiuta. La “classe media di santità” o “santità della porta accanto” è la prossima con cui entriamo in contatto quotidianamente nel nostro lavoro, nelle nostre occupazioni e nelle nostre attività del tempo libero. Non ci sono cose straordinarie! Giuseppe ci ricorda che il profeta non è colui che annuncia il futuro, ma colui che parla, colui che testimonia. Ognuno è chiamato ad essere testimone.

La missione e la vocazione profetica della fraternità Nazarena è di essere pienamente maschio o

femmina nella famiglia e nella Chiesa. Theodore sottolinea che per canonizzare qualcuno non si guardano i doni della persona ma l’eroismo delle sue virtù. Dobbiamo impegnarci a rispettare, onorare e sviluppare uno stile di vita fraterno. Stéphane indica che una lettera di missione episcopale e congregazionale è un impegno quotidiano per prendersi cura degli alunni e del mix sociale desiderato da Fratel Marc. Una riflessione ha permesso un’apertura agli altri e ai più poveri. E’ stato elaborato un programma finanziario per aiutare le persone più svantaggiate. Con i nostri piccoli mezzi come esseri umani, cerchiamo di vivere il carisma di Gabriel Taborin.

Per un fratello della Santa Famiglia, essere profeta significa approfondire lo spirito di famiglia nella

semplicità, nell’accoglienza e nell’apertura a tutti. La missione dei religiosi è di testimoniare la

fraternità. Coinvolti nella borsa di studio, cosa ci unisce? Siamo in grado di cogliere ciò che Gabriel

Taborin ci sta lasciando? Chiediamo al Signore di aprire i nostri cuori. Franca ci dice che la Chiesa ha bisogno di profeti, di uomini di speranza, di uomini di condivisione delle gioie e dei dolori. Alla fine della mattinata, andiamo nella cattedrale per riflettere e pregare sulla tomba del Fratello Gabriele.

Dopo un pasto conviviale, ci scambiamo regali e souvenir. Che gioia vedere Fratel Nizier mostrare

magnificamente il suo 99° compleanno!

Fratel Theodore, ci ha mostrato la casa appena acquistata dalla comunità che i religiosi avevano

occupato al tempo del fondatore. Permetterà di ristrutturare l’archivio e di accogliere meglio

visitatori e pellegrini.

Alle 14 riprendiamo gli scambi e discutiamo della storia e delle origini delle fraternità. In Italia, dal

1991, la fraternità nasce dai laici che vogliono vivere il carisma. C’è desiderio di fraternità, e Fratel

Theodore è il primo a intraprendere il processo di fraternità. Fu proprio nel 1993 che la Fraternità

nacque con laici che credono nella santità del fondatore Gabriele. Nel cuore della provincia

Lauretana abbiamo riflettuto per studiare la situazione del fratello oggi: vocazione, missione,

carisma, spiritualità. Come può la nostra presenza nella Chiesa oggi dare vita a questo dono dello

Spirito ? La comunità dei frati considera la fraternità con uno sguardo positivo, con tenerezza, come un dono prezioso per la Chiesa. I frati non vedono arrivare la successione e il loro numero

diminuisce, sono una decina in Francia, una ventina in Italia. Tuttavia, qual è il posto della FSF

nella Chiesa di oggi ? È nell’umiltà che dobbiamo trovare la nostra identità in una chiesa in

evoluzione diversa. Spetta a noi riflettere ed evolvere per assicurare la nostra missione nel mondo di oggi.

Fr. Francsico Cabrerizo, detto Paco, è il coordinatore della Direzione Generale delle Fraternità Nazarene. Ci accompagna in questo 25° anniversario.

Purtroppo, ai frati mancavano talvolta l’ascolto e l’accompagnamento delle fraternità. Si rendono

conto che questi doni sono speciali e che non devono mai essere persi. In Sud America, i membri ci

hanno mostrato l’esempio dei cristiani nella Chiesa, legati a una comunità religiosa. È essenziale e

vitale continuare a chiedere allo Spirito di mandare dei lavoratori per raccogliere.

Stéphane sottolinea un asse importante, quello della gioia, della gioia di ritrovarsi, della gioia

familiare, della gioia condivisa tra i vari membri della comunità educativa. Durante gli incontri

internazionali, ci sentiamo concretamente parte della stessa famiglia. Lavoriamo per organizzare

delle vendite a beneficio dei più poveri e dei più indigenti. Ci piace sviluppare tutto ciò che

arricchisce e nutre questo senso di famiglia. Fratelli e laici, abbiamo bisogno gli uni degli altri. La

Fraternità di Lione ha 16 anni di esistenza, la sua specificità è che ha molti più insegnanti che

genitori o ex genitori.

Theodore mette in evidenza la diversità delle situazioni nelle fraternità al livello mondiale.

Attualmente 190 membri sono associati a un impegno davanti a un provinciale o a un suo

rappresentante. 500 membri sono coinvolti spiritualmente senza impegnarsi come i primi citati.

Perché non ci sono Oblati della Sacra Famiglia ? I membri della FSF sono religiosi laici, quindi non

creeremo una funzione clericale.

Eric dice l’importanza di azioni comuni, incontri modello con la partecipazione e il sostegno dei

partner o dei membri impegnati. Se Joëlle fa vivere la comunità cristiana all’interno di Charles de

Foucauld, la fraternità per capillarità porta il suo aiuto al compimento della sua missione di Chiesa.

Gli statuti delle fraternità prevedono regole o azioni rigorose. Qualcuno potrebbe dire : “Non mi

sento in grado di seguire delle regole così esigenti”. Sono state pensate e scritte da fratelli. Ma sono giuridicamente necessarie per strutturare le cose.

Pierino pensa che ci siano delle prescrizioni, ma Theodore modera o differisce dicendo che in realtà in questo impegno non si prende nessun impegno, se non quello di vivere nel proprio ambiente un modo di essere. Il tempo di formazione di una settimana o di un anno non può corrispondere a una madre di famiglia. Basta amare e vivere in ordine con la propria coscienza e fede.

Carlo aggiunge che l’incontro è una cosa viva, è necessario dare vita alle fraternità per conoscersi

meglio. È meglio parlarne tutti insieme per potere aiutare gli altri. L’opera sociale che svolgiamo

insieme alimenta e fa crescere la fraternità all’interno della nostra comunità. Per Eric, è imperativo

testimoniare, dire chi siamo e qual è il nostro progetto di vita se vogliamo assicurare la missione di

evangelizzazione che è la nostra responsabilità. Osiamo, non abbiamo paura. La nostra presenza

reale e attiva, umile e discreta all’interno del complesso scolastico, è desiderata durante i pasti di

solidarietà, le Olimpiadi, le celebrazioni eucaristiche. Perché non pensare a un’attività o a

un’animazione proposta e diretta dai membri della fraternità ?

Sarebbe opportuno realizzare un opuscolo contenente informazioni utili alla vita della famiglia

taboriana, con i recapiti dei membri delle fraternità della provincia Lauretana. Potrebbe essere

inserito dopo quello dei fratelli della Sacra Famiglia. Questo ci permetterebbe di conoscerci meglio

e di comunicare, augurarci feste e compleanni….

Concludiamo il nostro incontro con un Padre Nostro.

3 :15 ci salutiamo tra baci e abbracci fraterni. Ringrazio tutti per questo breve ma arricchente

incontro. Grazie mille ai fratelli di Belley per la loro accoglienza e a Martine : è lei la cuoca come

indicato sul suo grembiule !

Fraternamente

Gérard et Michel ; traduzione : Nicole

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