Il 14 e il 15 maggio 2016 le Fraternità di Chieri e di Torino si sono recate a Lione per l’incontro annuale con la Fraternità di Lione. Lungo il viaggio per la città francese, ma con i mezzi elettronici di orientamento non abbiamo avuto difficoltà a trovarci all’appuntamento datoci. Siamo arrivati con un po’ di anticipo ma alcuni della Fraternità lionese erano già ad attenderci e ci hanno accolto con la solita squisita cortesia.

Con una passeggiata di un quarto d’ora abbiamo raggiunto il Liceo Charles de Foucauld dove ci era stato preparato un buffet a cui è seguita immediatamente la prima riunione.

Nella riunione ogni Fraternità ho esposto la sua attività dell’anno sociale che sta per terminare. Bello è questo scambio di impegni ed iniziative diverse tra le fraternità. Lo spirito di famiglia che tutti attingiamo da Nazaret come ci ha insegnato fratel Gabriele, prende varie sfaccettature operative secondo la tradizione e le necessità dove si incarna. Questa varietà la stimiamo una ricchezza e la condivisione è un momento bello e apprezzato.

Dopo ha inizio il programma stabilito di comune accordo: visita di  alcuni luoghi significativi della città, con particolare sottolineatura degli aspetti religiosi e con il ricordo in particolare di fratel Gabriele che si è recato tante volte in questa città, ha pregato in alcune chiese e soggiornato in luoghi diversi.

Così eccoci tutti a Fourvière nella grande basilica. Abbiamo cominciato con la cripta dedicata a San Giuseppe e poi la chiesa superiore dedicata alla Madonna. Il signor Michel Barbut, grande esperto degli aspetti storici e artistici della sua città ci ha illustrato in lungo e in largo la chiesa con i suoi grandi mosaici splendenti di oro, i suoi bassorilievi, le sue statue, la ricchezza della sua decorazione…

Ma a me è piaciuta di più la chiesetta a lato della grande basilica in quanto è li che si recava fratel Gabriele a pregare ogni volta che andava a Lione. La grande basilica non esisteva ancora. Qui ora una placca di marmo su una della colonne ricorda appunto che “nel 1827 fratel Gabriele chiese aiuto alla Vergine Maria e gli affidò la Congregazione che egli si sentiva chiamato a fondare”. Vi ritornerà  poi ad ogni viaggio a Lione.

Uscendo dalla chiesetta abbiamo visto il sito del convento dei gesuiti, dove fratel Gabriele vi si recava quasi ogni anno quando faceva i suoi Esercizi Spirituali, compreso l’ultimo della sua vita, dove si recò sperando di ricuperare un po’ di forze e di salute. Ora è un museo. Comunque è commovente pensare che fratel Gabriele è stato tante volte in questi luoghi che noi abbiamo visitato e pregato dove anche lui pregava.

Siamo poi scesi dalla rocca di Fourvière per visitare il Museo dell’Anticaille. E’ un museo didattico, dove viene raccontata la storia del cristianesimo attraverso video, pannelli riproduzioni di opere artistiche, la successione dei grandi avvenimenti della storia della cristianità. Un dato storico autentico è nei sotterranei dove in una grande grotta  (100 m2)era situata una prigione utilizzato per rinchiudere  i cristiani  arrestati sotto l’accusa di essere atei. Qui si vedono delle piccole nicchie chiuse con cancelli di ferro, dove i condannati erano imprigionati: potevano solo stare seduti Li fu imprigionato San Potin, primo vescovo di Lione durante la persecuzione del 177. Con lui furono martirizzati molti cristiani della città.

Il giorno dopo, domenica di Pentecoste, ci siamo trovati alla cattedrale di San Giovanni ai piedi di Fourvière per la messa solenne. Il signor Barbut ci ha spiegato la storia della cattedrale di Lione. E’ stata restaura di recente e brilla nella sua architettura gotica ripulita di tutte le aggiunte dei secoli successivi. Invita proprio alla preghiera e a guardare in alto, anzi ad oltrepassar le arcate a tutto sesto per spingersi oltre, verso colui che tutti ci protegge. La santa Messa è stata resa più solenne con il canto di un grande gruppo di piccoli cantori perfettamente educati al canto a più voci. Al termine il signor Barbut ci ha guidati alla visita del mirabul, del più grande dei trabul che collega quattro grandi costruzioni permettendo di entrare da una via e di uscire in quella successiva.

Oltre alla parte religiosa e culturale che ha avuto lo spessore maggiore, la fraternità di Lione ha anche voluto farci gustare i prodotti  tipici della cucina lionese. Così due volte siamo scesi nella cantine, specie di groppe sotterranee, dove sono state scavate salette piccole e grandi per ospitare i commensali. Così abbiamo assaggiato il pollo cucinato alla lionese, l’insalata lionese,e la chuenelles preceduto dall’immancabile aperitivo al Kir.  Una bella e gradita sorpresa per gli ospiti italiani.

Il tempo non ci è stato molto favorevole, un po’ piovoso e piuttosto ventoso, ma il calore dei nostri ospiti non ci  ha permesso di farci molta attenzione. Inoltre sapendo quale era il meteo di Lione in quei giorni, ognuno ha cercato di attrezzarsi.

Prima di partire abbiamo ringraziato in modo particola la fraternità di Lione per l’accoglienza, la cordialità e la vicinanza in ogni momento a tutti noi italiani. Cercheremo di ricambiare l’anno prossimo quando l’incontro avverrà tra Torino e Chieri. Anche a Torino potremo ricordare fratel Gabriele, perché vi è stato più volte.

Fratel Giuseppe

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