Pregheremo questa novena in pieno tempo di Pasqua, memoriale della Vita Nuova a cui tutti siamo chiamati, chiedendo la venuta dello Spirito Santo, che dona questa Vita Nuova. Sentiamoci inviati dal Risorto per annunciare questa Vita Nuova al mondo intero. Sono tempi liturgici forti, vissuti in tempi storici non meno forti, sotto l’apparenza della morte, dell’isolamento e del collasso economico e sociale. Chiederemo a fratel Gabriele di aiutarci a pregare in questi tempi, ricordando le sue parole, la sua vita e la sua passione messe al servizio della Vita Nuova che Gesù, il Cristo, ci offre affinché il Regno continui a mostrare i segni della sua presenza nella storia.

 

I testi sono lettere o parti di lettere scritte da Fratel Gabriele o da Fratel Amedeo.

 

Sabato 16 maggio           09-09-1855 –  Al dottor Boroz, sindaco di Belley (Ain).

Signor Sindaco,   Poiché il colera sembra minacciare la nostra città, anche se lo scopo della nostra Società è principalmente l’insegnamento, sono venuto, signor Sindaco, per mettere i nostri Fratelli a vostra disposizione per la cura dei malati, se le necessità richiedono i nostri servizi.

Vi prego di accettare, con la mia offerta, l’espressione dei sentimenti molto rispettosi con cui ho l’onore di essere, signor Sindaco, vostro umilissimo e devoto servitore.

Il Superiore Generale dei Fratelli della Sacra Famiglia.  Fratel Gabriele.

 

Preghiera (per ogni giorno)

Dio nostro Padre, che per l’azione del tuo Spirito hai risuscitato Gesù dai morti, ti chiediamo che, seguendo il Venerabile Fratel Gabriele, siamo missionari nel mondo di questa Vita Nuova. Oggi il mondo è colpito da un flagello che ci mette di fronte alla morte, all’isolamento e alla povertà di milioni di nostri fratelli e sorelle.

Donaci, insieme a tutta la famiglia Sa-Fa, di vivere e condividere la gioia del Vangelo.

 Ti chiediamo, Padre, la glorificazione del tuo Servo, il Ven. Fratel Gabriele Taborin, concedendoci, per sua intercessione la grazia che ti chiediamo… (Possiamo menzionare le persone per le quali desideriamo pregare).

Lo chiediamo con insistenza per Gesù Cristo nostro Signore. AMEN.

 

Domenica 17 maggio 30-12-1854 – A Mons. Irénée Depéry, vescovo di Gap (Hautes-Alpes).

Monsignore, la presenza del colera nella vostra città episcopale deve avervi procurato grandi timori, perché il cuore di un Vescovo, come il vostro, monsignore, è naturalmente commosso alla vista dei flagelli che minacciano il suo popolo. Vi avevamo accompagnato con i nostri auguri e le nostre preghiere nella Città Santa, come vi ho annunciato in una lettera che ho avuto l’onore di inviarvi al momento della vostra partenza; ma abbiamo raddoppiato le nostre preghiere quando ho saputo che il colera si è diffuso a Gap. Ero terribilmente spaventato che passasse attraverso il cancello del Palazzo Vescovile e contagiasse i suoi abitanti e, soprattutto, il suo degno Capo; ma, grazie a Dio, siete stati preservati: la Vergine Immacolata, che incoronerete con tanta solennità, non ha permesso che il Prelato più devoto al suo culto venisse contagiato; e, così facendo, ha risparmiato al vostro popolo diocesano e ai vostri numerosi amici fiumi di lacrime.  Fratel Gabriele

 

Lunedì 18 maggio      05-09-1855A Mons. Crétin, vescovo di San Paolo negli Stati Uniti d’America.

Mons. Chalandon, il nostro amato Vescovo, mi ha chiesto di porgerle i suoi affettuosi saluti. Ha predicato diversi ritiri pastorali. Quello di Bourg inizierà la prossima settimana. Non c’è nulla di nuovo nel nostro Paese che meriti l’attenzione di Vostra Eccellenza. Il colera ha fatto la sua comparsa a Seyssel-Francia, dove ha provocato gravi conseguenze.

Abbiamo già alcuni casi di questa epidemia anche a Belley; oggi sono state sepolte tre persone. Questo mi preoccupa un po’,  a causa del nostro ritiro, che inizierà il 16 settembre. Sarà predicato da un Padre della Misericordia di Parigi, lo stesso che predicherà il ritiro dei sacerdoti a Bourg.    Fratel Gabriele

 

Martedì 19 maggio         07-09-1855 –  All’Onoratissimo Fratello Cirillo, Direttore dell’Istituzione dei Fratelli della Sacra Famiglia a St. Paul, Minnesota, Stati Uniti d’America.

Mio caro fratello Cirillo,  Il colera è diffuso in questo paese; ha provocato gravi disagi a Seyssel-Francia; in dieci giorni ha ucciso una sessantina di persone. A Belley abbiamo avuto 3 morti ieri e 4 oggi; sono un po’ preoccupato per il ritiro. Se dovessi soccombere, a causa di questo flagello, sappiate che prima di morire ho raccomandato a tutti voi di perseverare nella vostra vocazione, di vivere in buona unione e da buoni religiosi e di mantenervi costantemente in stato di grazia e di umiltà. Certo, accadrà tutto ciò che piace a Dio, ma non dimenticatemi nelle vostre preghiere. Non dimenticate anche gli altri vostri confratelli in religione, perché tutti pregano per voi, io in particolare.    Fr. Gabriele.

Mercoledì 20 maggio     09-09-1855 – Alla signora Roussel, presso l’Hospice de la Maternité, a Clermont-Ferrand (Puy-de-Dôme).

Signora Roussel,

Rallegriamoci tutti, perché suo figlio ha davvero una disposizione per la vita religiosa, più grande di quanto avrei pensato. Vedendolo così ben disposto, abbiamo pensato di rispondere ai suoi desideri, ammettendolo alla presa d’abito e ai primi voti.

Questa santa cerimonia avrà luogo sabato 22 del corrente mese, alle 8 del mattino; potrete venire e sarò molto felice di vedervi. Non devo però nascondervi che il colera ha contagiato Belley, e che ha già cominciato a scatenare il suo scompiglio. A Seyssel, vicino a Belley, ha già ucciso 80 persone nel giro di una settimana; mi dispiace per il ritiro dei Fratelli.

Pregate, vi supplico, che questo flagello non ci disturbi mentre la maggior parte dei nostri Fratelli sono qui riuniti.

La lettera che mi avete scritto è piaciuta a Pietro; vi ringrazia e vi abbraccia.

Ricevete, Signora, i miei affettuosi saluti.             Fratel Gabriele.

 

Giovedì 21 maggio          16-09-1855 – Alla Reverenda Suora Arnoux, all’orfanotrofio di Beaune (Costa d’Oro).

Molto Reverenda Madre,   Occupato come sono in questo momento per l’arrivo dei Fratelli, non posso assentarmi che un attimo per tracciare frettolosamente per voi le righe, oggetto di questa dolorosa lettera che vorrei con tutto il cuore non dovervi indirizzare. Questo povero Fratello non ha umiltà, non ha chiesto perdono, né ha mostrato alcun rimpianto, il che dimostra le sue intenzioni.

Vi preghiamo di raccomandare il buon esito del nostro ritiro alla vostra comunità e di pregare affinché il colera non si abbatta sulla nostra Casa.

Sono rispettosamente il vostro umilissimo servitore.      Fratel Gabriele

 

Venerdì 22 maggio         19-09-1855 – A Mons. Billiet, arcivescovo di Chambéry.

Monsignore,   Avrei voluto accompagnare questo Fratello, ma mi è impossibile: in questi giorni di riunioni, tutto il mio tempo è occupato; a stento sono riuscito a trovare un istante per tracciare queste poche righe, e anche in questo momento mi trovo a letto: all’inizio pensavo di avere un attacco di colera.

Siamo contenti di Fratel Menet; oso sperare, Monsignore, che la nostra Società trovi un giorno in lui un buon sacerdote, e che  Vostra Eccellenza non debba pentirsi di avergli conferito gli ordini sacri. Le rendo testimonianza, onsignore, di tutta la mia gratitudine per questo atto di benevolenza.

Spero che il ritiro produca grandi frutti di salvezza tra i nostri Fratelli quest’anno, perché stanno seguendo gli esercizi con un raccoglimento straordinario. Lo attribuisco alla bontà di Dio e ai nostri grandi predicatori, P. Molliard, Religiosi della Misericordia di Parigi, e al colera che ha già fatto vittime in questa città.

Grazie a Dio, non è ancora entrato fisicamente nel Noviziato.    Fratel Gabriele.

 

Sabato 23 maggio 20-09-1855 – Al signor Béraud, curato di Blanzy (Saône-et-Loire).

Signor Curato,  Il nostro Padre Superiore non può rispondere alla sua lettera, sopraffatto dalla stanchezza e dal colera. Mi ha chiesto di scriverle che sarebbe molto contento di vederla arrivare a Belley, anche se intende accompagnare di persona i Fratelli a Saint-Vallier.

Lei dice, Signor Curato, che i Fratelli non dovranno recarsi in  questo posto prima dell’11 novembre; saremmo molto contrariati se dovessimo aspettare fino ad allora. Il nostro Superiore vorrebbe assolutamente condurli verso il 10 del prossimo mese (ottobre): sarà possibile? Il nostro Superiore chiede anche se lei è sicuro, Signor Curato, che i tre Fratelli di Saint-Vallier e i due di Sanvignes riceveranno un trattamento salariale adeguato. Vuole pure che gli diciate in modo chiaro se fratel Humbert deve tornare o no a Blanzy e se può continuare ad avere il titolo di istitutore.

Vi prego di accettare l’espressione dei sentimenti molto rispettosi con cui ho l’onore di essere, Signor Curato, vostro umilissimo e devoto servitore.                    Fratel Amedeo, Vice-Superiore.

 

Domenica 24 maggio    21-09-1855 – Al signor Berrod, curato di Dortan (Ain).

Signor curato,  Il nostro Padre Superiore non può rispondere lui stesso alla sua lettera, tanto è stanco. Il colera lo ha tenuto a letto per due giorni; comincia a stare meglio.

Mi ha chiesto di scrivervi che, per rispondere al vostro desiderio, cercherà di non rimandare a voi il fratello Arsène; pensa di trovare il modo di fare questo cambiamento.

È impossibile, Signor Curato, che i Fratelli arrivino sabato, cioè domani, perché domani è il giorno stesso della chiusura del nostro ritiro, che sarà seguito dalla festa della Santa Famiglia. Non potranno  lasciare Belley prima di martedì.              Fratel Amedeo, Vice-Superiore