VILLA BREA IERI

1903. I novanta giorni concessi ai Fratelli dal Governo francese per uscire dalla Francia stavano scadendo. Le case aperte in Italia erano insufficienti a ospitarli. Fratel Sulpizio Couturier, seppe che i Gesuiti di Chieri volevano vendere “Villa Brea”, casa nei pressi della città. La visitò, la trovò spaziosa, decente, circondata da 5 ettari di terreno coltivabile, in posizione meravigliosa. La comperò.

Momenti significativi di questa nuova “casa madre”. Il 19 giugno giunsero tre Fratelli destinati a sistemarla per ospitare chi arrivava. Il primo gruppo, di 17 Fratelli, arrivò il 3 luglio, altri, accompagnati da  vagoni di mobilia li raggiunsero presto. Villa Brea, diventava residenza dell’Amministrazione generale, dei Fratelli anziani, ma autosufficienti, dei Fratelli in partenza per la Tunisia e l’America del Sud, per i Fratelli utili al funzionamento della casa e il lavoro nella proprietà. Nel 1905 si tenne il primo Capitolo  generale, quando fu fatto il bilancio del disastro, provocato dalla soppressione. Dei 314 Fratelli ne rimasero 209. Nel 1907 fu aperto l’aspirantato, solo con ragazzi francesi.

Nel 1910, con l’arrivo dei novizi dalla Spagna, il noviziato divenne internazionale. Incominciavano a fare capolino giovani “valdostani” e italiani. La prima professione di un Fratello valdostano avvenne nel 1925. 1926, giunse il primo aspirante italiano; era l’unico tra compagni  francesi. 1927: iniziano i lavori di soprelevazione della casa per gli scolastici.  E nel 1929, prima professione di un Fratello italiano partito subito per l’America del Sud. Il 1934 è contrassegnato da iniziative con scopo di potenziare e divulgare il culto alla Santa Famiglia: affiliazione della cappella al Santuario di Loreto, benedizione della statua in cemento e nel 1935 benedizione del quadro ufficiale. Inoltre libretto di canti sui nostri Patroni, e articoli sull’EF. E poi propagazione del culto alla SF nelle famiglie con il passaggio della statua.

Il 9 gennaio 1936, lo Stato italiano concede la personalità giuridica alla “Casa Generalizia”, riconoscimento di un ente religioso socialmente utile. E il 26 agosto, a causa della guerra,  rientro urgente in Francia dei Fratelli francesi e dell’Amministrazione generale. Inizia una seconda fase: quella “italiana”.  Gli aspiranti aumentano, i novizi italiani e spagnoli, che saranno presenti fino al 1942, fanno bene sperare, gli scolastici stanno ultimando i loro studi universitari.

Negli anni 70 la vecchia Villa Brea inizia un’opera globale di ristrutturazione. La scuola media privata diventa legalmente riconosciuta e mista. A questo periodo positivo seguirono anni di crisi vocazionale ed economica: l’aspirantato e il noviziato vennero chiusi. Anche la scuola serrò i battenti. Parte del grande complesso venne affittata. L’Amministrazione provinciale e la comunità, si videro le uniche abitatrici della cara e vecchia Villa Brea.

LA COMUNITA’ DI VILLA BREA OGGI

Elle est composée de 9 Frères. L’âge moyen est de 75.8 ans ; il oscille entre 91 de deux Frères et 47 du Frère Casimir Ouaré du Burkina Faso. Il y a un Frère de vœux temporaires. Tous les Frères sont autonomes. Toutefois, la maison est desservie par un infirmier fixe. Chaque Frère se montre disposé à collaborer au bon fonctionnement de la communauté et à assumer des tâches concrètes. Tous sont conscients que la tâche spécifique est de donner un témoignage de vie et de joie, d’être des Frères de la Sainte Famille.

 

ATTIVITÀ APOSTOLICA DELLA CASA

A Villa Brea La comunità non gestisce attività educative o apostoliche specifiche. Il suo mandato e il progetto della comunità sono centrati sull’essere “presenza”, “luce e sale”; convinti, però, che per poterlo manifestare si deve curare clinicamente e spiritualmente gli “abitanti della casa”  e  “la casa”,  che è volto di chi l’abita. Ogni Fratello, anziano o infermo, è chiamato a testimoniare  e trasmettere quanto nei lunghi anni di vita FSF ha acquisito. Questa situazione non impedisce che i Fratelli con meno anni e acciacchi, esercitino in modo diverso il loro apostolato. Nelle Rettorie e cappellanie viciniori, grazie al Provinciale, viene svolto un servizio di supplenza non indifferente.

Un Fratello svolge attività parrocchiali. Retaggio positivo della scuola, soprattutto quando era ancora gestita dai Fratelli, è la “Fraternità Nazarena”. Genitori che ancora oggi continuano la loro presenza nella comunità e il loro impegno parrocchiale.

Altro settore è il CAM-SAFA (Centro di Animazione Missionaria) che attraverso preghiera, formazione, incontri, letture, non solo dà un’educazione alla mondialità e un approfondimento di tematiche legate alle finalità del gruppo, ma anche un invito a collaborare alla luce dei valori evangelici di pace, fratellanza e condivisione. La presenza di un ricco museo etnologico, aiuta a sensibilizzare i visitatori alla scoperta o riscoperta della dimensione missionaria della Chiesa e dell’opera missionaria da parte dei FSF in Burkina Faso e nei paesi in via di sviluppo. Due volte all’anno vengono organizzati “campi di lavoro” in Burkina Faso e quattro spedizioni di container, con il  coinvolgimento di volontari di tutte le età.

INCULTURARE E INCULTURARSI

Sono due compiti complementari, e punti delicati per i Fratelli della comunità: giovani e anziani.

La nostra modernità “liquida”, rischia di portare ad una profonda crisi che rende difficile capire e trasmettere. Certi comportamenti come l’abbandonarsi quotidiano al futile, e all’immediato, al tutto e subito, manifestano una povertà grande; sembra che non valga più il costruire. Anche i rapporti tra la gente sembrano essere influenzati negativamente. In questa realtà, la Comunità è consapevole che per inculturare si deve essere inculturati, e quindi  convincersi che si deve valutare prima di agire, riflettere prima di decidere, ma sperare sempre.