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Il nostro
venerabile Fondatore, Fratel Gabriele, professa una grande stima
per la catechesi. Scrive:
"Non esiste attività più bella, degna
e meritoria di quella del catechista, se si esercita con fede."
Ne parla a partire dalla sua esperienza.
Aveva una considerazione così alta di questo servizio ecclesiale
che sollecitò ed ottenne dal Papa Gregorio XVI il titolo di "Catechista
apostolico".
I nostri centri educativi promuovono, nella
misura del possibile, la creazione di gruppi di approfondimento
della fede e di catecumenato.
I catecumenati dell’Eucaristia e
della Cresima sono considerati momenti
di valore educativo catechistico eccezionale.
In questo processo, oltre alle riunioni settimanali, si vivono
determinati "tempi forti",
come: convivenze cristiane, celebrazioni della Pasqua, campeggi…
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Fratel
Roberto, con il suo gruppo giovanile MARAN ATHA, è stato nelle
comunità della parrocchia 'rurale' di Palo Alto, mentre Fratel
Giacomo ha visitato le comunità piú povere della parrocchia di
San Juan Bautista, ad Aguascalientes. Fratel Luigi da
parte
sua, insieme ai formandi (F. Beto, il postulante Hugo e
l'aspirante Ornar) si sono recati alla Huasteca Potosina per
animare quattro comunità di indigeni di lingua Tenek o Nauatl.
Ci scrive fratel Giacomo: "A Pericos
assistevano alla missione sei famiglie con almeno sette figli
ciascuna. Cosi avevo sempre una quarantina di ragazzi che con
ordine e gentilezza aspettavano il "dulcito" a fine cerimonia.
A Miradores la cappella era a cielo aperto, il paese è
composto da piú di 500 case tutte uguali, anche nei colori,
sotto il sole e senza alberi! Ci riunivamo vicino alla
stazione di pullman, sotto i fili dell'alta tensione".
"A Santa Marta questo è fratel
Luigi che racconta- mi sono imbattuto in un personaggio
simpatico e che mi ha lasciato il segno. Si tratta di Eulogio,
catechista di sessanta-settant'anni, della etnia tenek. Ogni
giorno mi ha accompagnato fedelmente nella visita e nella
benedizione delle case. All'ultimo giorno mi ha rivelato che
ha avuto due apparizioni, una di Cristo e una di Dio, che gli
ha parlato. Lo dice con molta serenità e dolcezza. Noi
occidentali di fronte a tali affermazioni ci poniamo subito la
domanda "sarà vero?". Gli ho chiesto se ciólo ha cambiato e se
si sente meglio, ed egli mi spiega che da allora ha cominciato
a fare il catechista e che si trova molto bene con se stesso,
con Dio e con gli altri. E questo mi basta".
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