Messaggio di Sigüenza            Mexico
      Comunicazione           F. Vittorio Radici  
    
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La Storia:
   * I Fratelli, cacciati dalla Francia, giungono in Italia nel 1903, e si stabiliscono a Saluzzo (Cn), e a Villa Brea, presso Chieri (To).
   * Villa Brea diventa la sede dell’Amministrazione generale e casa di formazione. Vi studiano i giovani provenienti dalla Francia e in seguito anche giovani italiani. È anche casa di Noviziato per i novizi francesi, spagnoli e italiani.
   * Dopo la guerra 1940-45 i Fratelli si stabiliscono a Torino e poi a Nizza Monferrato.
   * Nel 1963, quando le comunità sono ormai 5, con una sessantina di Fratelli, viene costituita la "Provincia Madonna di Loreto".
   * Seguono numerose piccole fondazioni: Verona, Alba, Ome, Lovere, e a partire dal 1987 anche in Messico.
   * La Provincia svolge una intensa attività missionaria.

L’Oggi:
   Il carisma del Fondatore si esprime con il servizio alla comunione ecclesiale per mezzo della testimonianza di vita religiosa di fraternità e con le attività dei Fratelli: educazione, catechesi, animazione. L’inserimento nella vita parrocchiale, e l’attenzione alla realtà sociale del luogo caratterizza le piccole comunità.
 

* Villa Brea (Chieri - Torino) Fondata nel 1903 È casa provinciale, e di riposo, scuola media, centro di accoglienza, sede del "Gruppo Missionario".
* Torino Fondata nel 1946 "Collegio Sacra Famiglia"¨:  unziona come scuola elementare, media e superiore.
* Ravenna Fondata nel 1997 Attività parrocchiali e di accompagnamento
* Favari (Torino)   Fondata nel 1998 Attività parrocchiale e di catechesi.
* Povegliano (Verona)         Fondata nel 2000 Santuario dell’Uva Secca. Attività parrocchiali, e di insegnamento in centri della diocesi.
* Poggio (Imperia) Fondata nel 2001  Attività parrocchiali.
* Verona Fondata nel 2003 Attività parrocchiali.
* Falerna Fondata nel 2006 Attività parrocchiali e insegnamento

     In Messico

 * Tjuana Fondata nel 1987    Attività parrocchiali.e insegamento
 * Aguascalientes Fondata nel 1991    Casa di formazione.

Il Futuro:

       Nel Progetto di vita della Provincia leggiamo:
   - La comunità è una presenza evangelica fondata sulla Parola di Dio, chiamata ad essere: una comunità presenza, una comunità aperta, una comunità con un progetto.
   - La missione d’evangelizzazione si compie soprattutto per la testimonianza di quanto Dio opera in ciascuno di noi, e tramite
noi si riversa sugli altri.
  - Le risorse sulle quali possiamo contare sono Dio stesso, la vitalità dei Fratelli, le persone con le quali noi camminiamo, e per le quali lavoriamo, i beni e le strutture che possediamo
 

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dopo la Riunione di Sigüenza

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Ai Fratelli,

alle Fraternità Nazarene

ed ai Laici della Famiglia Safa

 

Ai piedi del castillo señorial che domina la città medievale di Sigüenza, solcata da strette e ripide viuzze, noi, membri dell'Amministrazione Generale, Fratelli Provinciali, con il Direttore del Centro di Spiritualità, ci siamo riuniti sotto la presidenza di fratel Juan Andrés Martos, Superiore Generale.

Dal 6 al 4 ottobre, siamo stati accolti dalla Comunità di quella che fu casa di noviziato, dove abbiamo goduto la sollecita attenzione dei Fratelli ospitanti, e siamo stati allietati dalla vista di meravigliosi paesaggi.      

Durante questi giorni abbiamo pregato insieme, riflettuto, condiviso informazione ed inquietudini sulla vita e la missione dell'Istituto in ognuna delle nostre Province.

L’informazione e l’ascolto hanno rafforzato in noi la comunione e la corresponsabilità.  

Nel saluto di benvenuto, il fratel Superiore Generale ha ricordato che la missione dei superiori e di quanti sono responsabili di altri, deve orientarsi a costruire la comunità di amore centrata sulla presenza di Cristo. Autorità ed obbedienza devono essere al servizio delle persone e della fraternità. Questo esige molte volte atteggiamenti di umiltà e capacità per condividere le fragilità e favorire l'unità tra tutti.  

Il tema principale del nostro dialogo e delle nostre riflessioni è stato il “Progetto di Vita dell'Istituto” proposto dal Capitolo Generale, per questo sessennio, che invita ad uscire da Nazaret per essere una presenza viva nel mondo di oggi, una presenza significativa, educatrice, convocante e corresponsabile, cioè capace di propone un modo concreto di essere e di operare.  

La presenza che ci viene chiesta oggi può avere distinte forme di espressione: fisica, educatrice, apostolica ed istituzionale, dovrà sempre essere capace di creare spazi umanizzanti ed evangelizzatori, e tendere ad inculturare il carisma. I cammini di umanizzazione e santità segnano la direzione verso la pienezza cristiana.  

Vogliamo essere presenza significativa vivendo contenti la nostra vocazione cristiana e religiosa, espressione della bontà del Padre, che ci ha chiamati a stare con Lui e testimoniare il suo amore verso ogni creatura. Il nostro essere trova la sua pienezza nella vita comunitaria e nelle relazioni con gli altri, offrendo come testimonianza lo spirito di corpo e di "famiglia." 

Siamo invitati ad essere presenza educatrice, una presenza che sappia  cogliere le realtà culturali e la ricchezza personale. I diversi modi di incarnare il carisma nelle nostre Province, esprimono il volto particolare che esso assume in ogni paese, regione o continente dove è presente. La compassione educativa che visse il venerabile fratel Gabriele ha impresso alla dinamica della vocazione il ministero educativo con i tratti di vicinanza, semplicità ed accompagnamento di tutto l’umano. La nostra vocazione e ragione di essere, di Fratelli e laici, è fare delle nostre opere "scuole di umanizzazione" ad immagine di Nazaret.  

Dobbiamo essere una presenza convocante, nella certezza che la nostra spiritualità nazarena, lo spirito di famiglia e la missione educativa ed evangelizzatrice continuano ad essere attraenti e convocanti. Al di sopra della motivazione umana dobbiamo scoprire l'impulso dello Spirito che ci porta a vivere una vocazione di servizio e dedizione.  

Rallegriamoci per la crescita della presenza corresponsabile tra Fratelli e laici basata sulla fiducia mutua e sulla consapevolezza della nostra missione di Chiesa. Il mezzo privilegiato per continuare a crescere nella missione condivisa sarà quello di approfondire l'elaborazione di progetti comuni nati nel calore del dialogo.  

Abbiamo dedicato un tempo allo studio del "Manuale di Spiritualità", dello schema della "Storia" dell'Istituto e del documento "Famiglia Safa." Lavori richiesti dalla necessità constatata nel lavoro formativo e pastorale. Desideriamo che questi nuovi documenti che il Centro di Spiritualità sta preparando, contribuiscano alla crescita, al rinvigorimento e alla maturazione della nostra fede in senso nazareno.  

Con gioia, constatiamo che lo Spirito continua a suscitare vita in noi. Eccone alcuni segni:

- Il crescente spirito missionario propiziato dalle fondazioni in posti dove la Congregazione non era ancora presente. Questo ha suscitato iniziative e generosità nelle nostre comunità educative.

- L'interesse che suscita la figura ed il progetto del venerabile fratel Gabriele. I luoghi che ci parlano della sua presenza storica ed esistenziale, conservano per noi uno speciale significato per il loro contenuto simbolico ed educativo.

- Un incipiente interesse per la vocazione di Fratello in alcuni luoghi, che suscita entusiasmo e speranze di futuro.

- Un sentimento più grande di unità e di appartenenza ad un'unica famiglia religiosa che porta ad una più sentita corresponsabilità e collaborazione nelle nostre opere, e a fare i primi passi verso l'unione di alcune Province.  

La convivenza fraterna di questi giorni è stata caratterizzata dalla semplicità nelle relazioni, dalla disponibilità al lavoro prolungato, dalla collaborazione nei compiti domestici e dalla buona volontà per superare, a volte con senso umoristico, le limitazioni causate dalla lingua. 

Nella preghiera quotidiana, e soprattutto nell’Eucaristia, vi abbiamo sempre tenuti presenti, Fratelli e Laici, con cui condividiamo carisma e missione. 

È nostro desiderio continuare a crescere in famiglia sotto l'umile tetto di Nazaret avendo Cristo, Parola incarnata, come centro.

I Fratelli del Consiglio Generale ed i Superiori  Provinciali  

Sigüenza, ottobre 2008
 

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    COMUNICAZIONE  N°. 10

 Villa Brea (Chieri)  10 dicembre 2008

Memoria della Beata Vergine Maria di Loreto

 Carissimi Fratelli:

Con gioia, semplicità e fraternità abbiamo appena celebrato la Festa della Provincia.

La scelta della data è stata dettata dal desiderio di dare a tutti un momento di famiglia a livello provinciale, ma anche locale. Malgrado la fatica che ogni lungo viaggio comporta, è stato veramente bello l'incontro dei Fratelli delle due Comunità numerose di Villa Brea e del Collegio con i Fratelli di Ravenna, un Fratello di Falerna, il Fratello che vive al Poggio di Sanremo, i Fratelli dei Favari. Nella preghiera abbiamo ricordato anche coloro che non hanno potuto essere presenti.

La meditazione ci ha “rinfrescato” i documenti del 36° capitolo generale: le sfide che ci sentiamo chiamati ad affrontare, ciò che stiamo facendo, quello che ancora ci manca e, soprattutto, quello che ci proponiamo per questo sessennio.

Poiché ogni festa della Provincia segna come una tappa di verifica del passato e la programmazione per il futuro, è stato ribadito che, assieme al Progetto di vita provinciale e locale, è importante tener presente quanto segnala il Capitolo generale. Oltre a sottolineare quello che ci manca ancora stimola la nostra attenzione su Quello che ci proponiamo per il futuro: 

1. vivere con autenticità nelle nostre comunità la fraternità, potenziare la vita di preghiera di Fratelli e Laici, il dialogo comunitario, l’apertura e l’inserimento della comunità religiosa nell’opera apostolica ed il senso della vocazione del religioso Fratello nella Chiesa;

2. approfondire gli spazi umanizzanti ed evangelizzatori;

3. esprimere in modo più esplicito l’attenzione ai più poveri e bisognosi …

4. curare la formazione di Fratelli e Laici;

5. aggiornare il Progetto Educativo dell’Istituto;

6. favorire le nuove fondazioni

7. studiare nuove forme di associazione all’Istituto

8. sottolineare l’importanza della spiritualità, della fraternità;

9. vivere positivamente la diversità culturale all’interno del nostro Istituto;

10. continuare il processo della regionalizzazione.

 

Quaderno di fraternità n. 12: durante la riunione si è fatta memoria dei principali momenti vissuti durante l’anno che va da festa a festa della Provincia. Tra gli avvenimenti, due spiccano in modo particolare: l’incontro del 29-30 marzo a Belley con i Fratelli della provincia del Sacro Cuore (cf. Quaderno di fraternità n. 11) e il Capitolo provinciale del mese di luglio. Di quest’ultimo è stato consegnato il Quaderno di fraternità n. 12, prezioso ricordo di un cammino che stiamo ancora transitando.

 

Temi di interesse (question time): ognuno dei membri del Consiglio ha esposto il risultato di uno dei temi di interesse. L’opinione dei Fratelli è ritenuta molto opportuna per chi deve prendere delle decisioni, già che i temi di interesse sono ancora in atto. Ricordiamoli:

- Ci fa piacere che si profili un avvenire positivo per la casa alpina di Challand e speriamo di dare soluzione positiva anche alla Fondazione di Villa Brea.

-  Per quel che riguarda l’unione con la provincia del Sacro Cuore stiamo continuando un cammino di fraternità che conoscerà un’altra tappa importante nella celebrazione del loro capitolo, subito dopo Natale. A questo capitolo parteciperà come invitato ufficiale il Provinciale della Prov. Madonna di Loreto.

-  Per quanto riguarda le nostre relazioni con i Fratelli delle Filippine, al di là delle opinioni espresse, il futuro immediato potrà apportare risvolti nuovi ai quali rimaniamo aperti.

-   Quanto ai temi di apertura, rivitalizzazione, chiusura di opere della Provincia, molto dipende dalla collaborazione di tutti i Fratelli. Nel sentire comune non si vorrebbe chiudere nessuna delle nostre opere.

-   Verso i nostri Fratelli anziani o infermi la sensibilità dei Fratelli è di grande attenzione e delicatezza. Nella misura del possibile si desidera che ogni Fratello possa vivere la sua anzianità prima di tutto sul posto del suo apostolato. Nello stesso tempo tutti desiderano che il tempo dell’anzianità sia un tempo di pienezza, di serenità, di contemplazione e di preparazione per l’incontro con il Signore.

 

Riunione del Consiglio Provinciale: Venerdì 5 dicembre il Consiglio si è riunito al completo a Villa Brea cominciando il suo lavoro alle 14,30. Tra i temi affrontati possiamo ricordare:

 

*   A livello di Istituto e interprovinciale, l’incontro delle Fraternità Nazarene a Valladolid dal 16 al 22 luglio 2009. Le Fraternità di Tijuana e Aguascalientes, che sono ancora agli inizi, non saranno presenti. Delle altre Fraternità presenti in Provincia, circa una decina di membri parteciperà al congresso.

*   I nostri Fratelli del Messico sono aperti alle possibilità di un Noviziato unico per l’America latina. Anzi, considerando l’opportunità di un centro intercongregazionale per la formazione di giovani religiosi e religiose, pensa sia possibile offrire il nostro centro di Aguascalientes come una delle sedi del Noviziato. Gli altri due centri potrebbero essere Passo Fundo (Brasile) o Quito (Ecuador).

*  Unione delle Province Madonna di Loreto e Sacré-Coeur – Il giorno 4 dicembre 2008 si è svolta a Belley l'assemblea annuale della Association Sainte Famille di cui fanno parte cinque Fratelli italiani (Pierino, Angelo Vezzoli, Luigi Foscarin, Albino e, dall'ultimo incontro, Lino). Questo appuntamento è un ulteriore segno della volontà di percorrere il cammino che porta all'unione.

*  AISF: in questo momento l'Associazione internazionale è sotto la guida della presidenza italiana. Il suo prossimo incontro in Italia è previsto dall'1 al 3 maggio 2009 a Torino. Si sta coltivando l'idea di ridare fiato all'Associazione attraverso un'impostazione più familiare e più semplice, da un lato, e dall'altro con iniziative e tematiche inerenti alle esperienze educative in atto nelle varie scuole e luoghi in cui si sviluppa il carisma.

*  Il Consiglio, facendo un panorama sulle comunità, ha preso conoscenza dei “Progetti di vita” elaborati dalle Comunità stesse. Anche se sarà dato un giudizio particolareggiato durante la visita canonica, possiamo dirci soddisfatti della serietà e amore con cui sono stati preparati. Ci auguriamo che la lectio divina e l’interesse per le vocazioni siano sempre al primo posto come strumenti di crescita della vista spirituale e della comunità, ma anche per ottenere dal Signore continuatori del carisma di Fr. Gabriele.

*  È stata autorizzata una importante opera di risanamento e manutenzione della piscina del collegio di Torino.

 

            A nome del Consiglio Provinciale desidero porgere gli AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO con le parole stesse del nostro Fondatore:

 

 

I miei auguri per voi, carissimi Fratelli, sono profondi e sinceri; se Dio li esaudisce non mancherà nulla alla vostra felicità, durante i numerosi anni che egli vi concederà. L’Onnipotente conserverà la vostra salute e voi l’adopererete, con zelo sempre crescente, per fare il bene che Dio, la società ed i Superiori attendono da voi; sarete perseveranti nella vostra santa vocazione fino alla morte; fuggirete il peccato e tutte le occasioni di commetterlo; sarete colmi delle consolazioni divine e dei sette doni dello Spirito Santo; avrete lo spirito del vostro santo stato e porterete dappertutto il buon profumo di Gesù Cristo; tutto questo vi procurerà la felicità in questa vita e vi meriterà il Paradiso nell’altra” (Fr. Gabriele Taborin, Circ. 17, III).

 

 

Che la Santa Famiglia e il Fondatore ci sostengano nel nostro cammino verso una più evangelica “umanizzazione” della nostra vita.

Fr. Lino Da Campo

Superiore Provinciale

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Un uomo e un religioso austero e simplice
che ha appreso alla scuola di Nazaret


  Giovedì 22 novembre u.s. alle ore 14.10 all’Ospedale Cottolengo di Torino è deceduto Fratel Vittorio Radici della Comunità del Collegio Sacra Famiglia.

Fratel Vittorio era nato a Pumenengo in provincia di Bergamo il 13 febbraio del 1949. Papà Francesco faceva il muratore. Mamma Angela allevò ben 6 figli: tre femmine e tre maschi di cui uno è il nostro Vittorio. La sua famiglia si spostò ad Arluno in provincia di Milano e lì compì i suoi studi. Prese la licenza di Avviamento professionale e si immise molto presto nel mondo del lavoro facendosi assumere nella ditta Tecnomasio italiana fabbricante di grandi motori dove lavorò per nove anni.

La sua chiamata alla vita religiosa sbocciò in occasione di un campo di lavoro come volontario in Africa nel Burkina Faso. Fu lì che a stretto contatto con le comunità missionarie, conobbe la straordinaria vocazione del Fratello della Sacra Famiglia. La collaborazione con fratel Silvestro e gli altri pionieri della evangelizzazione e promozione umana di quel povero e dimenticato paese delle ex colonie francesi, lo convinse ad abbracciare uno stile di vita che gli permettesse di dedicarsi completamente a questo servizio nella Chiesa, mettendo a disposizione le sue straordinarie capacità e la sua naturale abilità nel risolvere qualsiasi problema che avesse attinenza con motori di qualsiasi forma e dimensione o di impiantistica in generale.

Taciturno di carattere, passava le sue roventi giornate africane dentro una officina a riparare macchinari, ma soprattutto ad insegnare ai giovani indigeni l’arte di far risorgere un attrezzo che sembrava destinato alla rottamazione, e la cura di non buttar via nulla e di non sprecare niente. La povertà e l’austerità di vita contraddistinguono il suo stile  e costituiscono alcune delle sue virtù umane e religiose. In tema di elogi, mi sembra di poter affermare che l’amore per il nascondimento e l’umiltà sono altre due caratteristiche del suo carattere che completano il quadro di un uomo e di un religioso austero e semplice che ha appreso alla scuola di Nazaret: la vita di una famiglia semplice e povera: la Santa Famiglia.

Apparentemente burbero e freddo, il suo carattere essenzialmente timido lo conduceva a espressioni a volte molto delicate e squisite nei confronti di chi era in difficoltà: fosse un maestro alle prese con un proiettore o la cuoca con la friggitrice o un agricoltore con il trattore in panne. Il suo stile di preghiera era sobrio ed essenziale. Lontano da ogni forma di spettacolo e di esibizionismo anche religioso, conduceva la sua vita di consacrato adempiendo fedelmente, anche nei giorni di grande dolore i suoi doveri religiosi leggendo il breviario e nutrendosi di Vangelo. La sua pietà e devozione nel ricevere l’Eucarestia lasciava tutti ammirati al punto che suor Vilma che lo assisteva mi disse dopo averne vestito il corpo ormai inerte:  “Appena può, mi porti una bella foto di fratel Vittorio: perché lui è un santo”.

Dopo gli anni di formazione a Verona, Fratel Vittorio fa la la professione religiosa il 25 marzo1984. Parte subito per l’Africa a concretizzare il suo sogno di aiutare i missionari del Vangelo. Lì ci rimane alcuni anni e poi rientra in Italia dove fa la sua professione perpetua a Villa Brea. Si trattiene in Italia per qualche anno svolgendo l’attività di economo e di assistente ma tosto ritorna in Burkina Faso. Lì cominciano a manifestarsi i primi disturbi alla prostata. Viene invitato con insistenza a farsi visitare in maniera più approfondita e finalmente accetta di farsi vedere ma purtroppo gli si riscontra una grave forma tumorale già diffusa in metastasi nelle ossa.

Al Collegio Sacra Famiglia si adopera per le piccole mansioni che gli vengono assegnate e risolve miriadi di piccoli o grandi problemi alle strutture, agli attrezzi, agli elettrodomestici e a quant’altro gli si dà ad aggiustare. Il male procede inesorabile e inizia a isolarsi un poco dalla vita pubblica del Collegio preferendo l’intimità della comunità. Qui visse con forza e fede il periodo della malattia assistito dai confratelli e dalle cure del suo medico curante, il dottor Bernardi (papà di una nostra allieva e membro della Fraternità nazarena) che qui intendo ringraziare vivamente a nome della comunità.

In quest’ultimo anno fratel Vittorio lottò con tutte le sue forze contro il male fisico e la depressione causata alla piena coscienza di una fine ineluttabile. Gli ultimi due mesi furono caratterizzati da continue ospedalizzazioni  fino all’ultimo ricovero nel reparto di lunga-degenza dove è stato amorevolmente curato dai medici, dalla suora e dal personale fino all’ultimo respiro.

Concludo con una mail che ho ricevuto da un’insegnante del Collegio nella quale ben si tratteggia la figura del fratel Vittorio degli ultimi tempi.

"Carissimi Fratelli tutti: quando ho iniziato la mia vita alla SaFa, fratel Vittorio è stato il mio silenzioso braccio destro, che riusciva ad aggiustare sempre tutte le piccole cose. Quando gli chiedevo aiuto mi rispondeva con un mugugno, ma sempre, nonostante il male che già lo attanagliava, sempre l'indomani mattina trovavo il avolo aggiustato, la finestra che si chiudeva. Così resterà nel mio cuore, silenzioso, musone, resterà lì accanto alla mia mano destra.

Riposi in pace.