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RIUNIONE DEI RESPONSABILI DELLA CAUSA DI FRATEL
GABRIELE TABORIN Belley 12 / 03 / 2006
SPUNTI DI RIFLESSIONE |
1°
Il fondamento teologico : “Credo nella comunione dei santi”
Che cosa significa in primo luogo l’espressione
comunione dei santi?
L’
espressione significa prima di tutto la partecipazione comune
di tutti i membri della Chiesa alle sante realtà: la fede, i
sacramenti, in modo particolare l’Eucaristia, i carismi e gli
altri doni spirituali. Alla sorgente della comunione c’è la
carità che “non cerca il proprio interesse” ( 1 Cor 13,5), ma
che spinge i fedeli a “ mettere tutto in comune” ( At 4,32 ),
persino i beni materiali, per il servizio dei più poveri.
Che cosa significa ancora la comunione dei santi?
Essa
indica anche la comunione tra le persone sante cioè tra coloro
che , dalla grazia, sono uniti a Cristo morto e risorto.
Alcuni sono in pellegrinaggio sulla terra; altri, avendo
lasciato questa vita, completano la loro purificazione
sostenuti anche dalle nostre preghiere e, infine, altri ancora
godono già della gloria di Dio e intercedono per tutti. Tutti
insieme formano in Cristo un’unica famiglia, la Chiesa, a lode
e gloria della Trinità. (v. “Compendio del
Catechismo della Chiesa Cattolica”, 194-195)
2° Una
relazione personale
La personalità di ognuno di noi si costruisce
durante tutta la vita, soprattutto attraverso la rete delle
relazioni che ogni persona crea e nella quale vive. La
qualità e l’intensità delle relazioni costruiscono una
personalità ricca e dinamica, capace di “fare famiglia” e di
“ costruire comunità”. Le relazioni di una persona sono come
delle onde concentriche che evolvono lungo tutta la vita:
primi passi, crescita o decrescita, interruzione, ripresa…..
Una forma di avvicinamento alla persona di
Fratel Gabriele è quella di studiare il mondo delle sue
relazioni. Possiamo individuare parecchi gruppi di persone con
le quali F.G.T. era in relazione: i Fratelli, la sua famiglia
naturale, i membri del popolo di Dio, (preti, religiosi/e,
laici), Dio.
Persone con le quali ha avuto relazioni prima e dopo la morte.
Possiamo chiedere quale tipo di relazione F.G. ha avuto con le
persone di ognuno di questi gruppi e ciò ci aiuterà a
conoscere F.G., ma soprattutto a farci la domanda essenziale:
-
Quale è la
mia relazione attuale con Fratel Gabriele?
-
E’ per me una
persona “viva”, anche se già “morta”?
-
Quale senso
può avere nella mia vita questa relazione?
3°
Dal Decreto sulle virtù al riconoscimento del miracolo
Una vita
cristiana esemplare
“ Così prese parte alla rinascita cristiana
della Francia alla quale si dedicarono altri personaggi
importanti; finalmente con l’appoggio palese del suo vescovo,
realizzò la fondazione dell’Istituto che continua ancor oggi
la sua opera. La sua vita e le sue opere si spiegano alla
luce delle sue qualità spirituali e dei suoi doni umani; ma
penetrando in profondità nella sua personalità, si può
scoprire la chiave della sua azione e capire come le virtù
siano l’espressione vera della sua anima” ( v. “Decreto
sull’eroicità delle virtù di Fratel Gabriele Taborin).
Noteremo che esse sono in parte ereditate dalla famiglia, in
parte condizionate dell’ambiente sociale e in parte dono
esclusivo della grazia, sviluppato dall’azione costante e
cosciente del soggetto, che così concorre e determina il suo
specifico grado di merito: sono le “virtù” cui egli giunge.
Sul piano della realtà umana esse sono inscindibili e tutte
insieme concorrono a formare quella fisionomia psichica e
spirituale unica della persona che è il Servo di Dio, Fratel
Gabriele (v. “Informatio del Postulatore Generale”, 1986).
Maestro
di vita spirituale
Nella sua giovinezza praticava l’umiltà senza
parlarne, ma più tard, nell’età adulta, quando si mise a
tracciare una guida spirituale per i suoi Fratelli, chiamò
l’umiltà “ la virtù particolare” dell’Istituto che aveva
fondato ( v. “Decreto sulle virtù di F.G.T.”).
Gli scritti
di F.G.T.
Il
lettore che si avvicina oggi agli scritti di Fratel Gabriele
con la stessa attitudine di semplicità e di generosità con la
quale sono stati redatti, può certamente trovare in essi una
parola di incoraggiamento e di saggezza che proviene dal
passato, ma che può aiutarlo anche oggi. Per la comprensione
e l’interpretazione del carisma taboriniano, gli scritti
godono naturalmente di un’ autorità di primo grado ( Cfr. in
particolare: La Nuova Guida; La via della
santificazione;L’Angelo guida dei pellegrini d’Ars; Il tesoro
delle scuole cristiane).
Il
miracolo come attestato
Il
miracolo,intervento speciale e gratuito di Dio.
Si
tratta qui dell’aspetto fattuale e ontologico del miracolo.
Quale segno e anticipazione di una salvezza, il miracolo
manifesta un intervento di Dio non meno speciale e gratuito
della salvezza stessa; diverso quindi dalla conservazione e
dal governo ordinari dell’universo. E’ un’opera
dell’onnipotenza di Dio, contraria alla natura nel suo aspetto
di prodigio, ma in realtà superiore ad essa, trascendendola
come segno della trasformazione gratuita dell’uomo e
dell’universo da parte di Dio che salva e rinnova tutto.
Quando si tratta di esprimere ciò che si realizza a livello di
fenomeno, noi balbettiamo. Certuni parlano di un superamento
dei determinismi; altri, di una accelerazione fulminante dei
processi di restaurazione, che contrasta con la temporalità e
la continuità, tratti caratteristici del fenomenologico; è
come se si saltassero le barriere del tempo e dello spazio,
come il Cristo risorto, che sfugge alla distanza e alla
durata, e lascia intuitivamente intravedere qualcosa del mondo
glorificato.
Un segno
divino
Il miracolo è segno della venuta al mondo della Parola della
salvezza. La parola principale è segno . Il miracolo è un
prodigio significativo,un segno. Si tratta di un segno che
interpella, apportatore di un’intenzione divina, e rivolta
all’uomo come un pegno divino, come una parola concreta. Quel
segno, il miracolo appunto, riveste i seguenti valori:
-
Segno della
potenza di Dio
-
Segno
dell’amore di Dio
-
Segno di
missione divina
-
Segno della
gloria del Cristo
-
Rivelazione
del mistero trinitario
-
Simbolo della
vita sacramentale
-
Segno delle
trasformazioni del mondo.
Funzioni
del miracolo
Una
funzione di comunicazione
Il
miracolo appartiene ala genere della parola. Entra nel mondo
dei segni utilizzati fra le persone per scambiare e
manifestare le loro intenzioni. Esprime un’intenzione di
relazione interpersonale. E’ segno di qualcuno; è
avvicinamento benevolissimo di Dio che previene l’uomo con un
gesto , e lo dispone all’ascolto della sua Parola.
Una
funzione di rivelazione
Il
miracolo si presenta quale elemento costitutivo di una
rivelazione che si compie con “gesti e parole”. Cristo
esercita la sua funzione rivelatrice per mezzo di tutte le vie
dell’Incarnazione. Il miracolo mostra di fatto la parola di
salvezza portata da Cristo: opera la liberazione e la
restaurazione dei corpi. E’ parola attiva; atto parlante.
Una
funzione attestante
Si parla
anche di miracolo-legittimazione o di miracolo come segno
affermativo, apologetico, giuridico. E’il sigillo
dell’onnipotenza di Dio riguardo ad una missione o riguardo ad
una parola che interpella. Il miracolo conferma che il
Vangelo di Cristo è veramente Parola di Dio.
Una
funzione di promozione e di liberazione
Il
miracolo si presenta come un intervento liberatore e
trasformante. Restituisce l’uomo a se stesso; quest’ultimo
ritrova la normalità delle sue relazioni con gli altri. E’ un
uomo nuovo.
(Rielaborazione di uno studio di René Latourelle) |