incontro della causa

belley

 

INCONTRO ANIMATORI DELLA MEMORIA DI FRATEL GABRIELE
12 marzo 2006


Carissimi Fratelli,  amici e amiche: 

   Domenica 12 marzo 2006 si è svolta a Belley la riunione degli “animatori della memoria di Fratel Gabriele”. Erano presenti i Fratelli che operano e lavorano nelle comunità d’Europa: Fratel Teodoro per la provincia di Francia, Hermano Francisco Javier Nuñez per la provincia di Spagna (è della comunità di Madrid e insegnante in quella scuola),  Fratel Marco per la provincia di Italia e Fratel Carlo, Postulatore generale

   Illuminati dalla luce del Signore trasfigurato e accompagnati dalla presenza di Fratel Gabriele, abbiamo vissuto una giornata ricca di suggestioni, di confronto, di ascolto e accoglienza reciproca che ci ha permesso di uscire dal nostro localismo e dalle nostre solite mura: tanta convergenza sugli obiettivi e finalità, vissute ognuno nelle proprie realtà quotidiane. 

   Dapprima abbiamo ascoltato una riflessione preparata e guidata da Fratel Teodoro sui principi antropologici e teologici della “causa” (troverete la traduzione qui di seguito). Al termine della presentazione di Fratel Teodoro ognuno ha ridetto le cose che lo hanno colpito, aggiungendo riflessioni, ampliando il quadro emerso e approfondendolo. Una cosa significativa su cui tutti ci siamo trovati d’accordo è che le nostre attenzioni devono concentrarsi sulla “persona” e sulla “spiritualità” di Fratel Gabriele,  e non primariamente sulla “causa di beatificazione”. Dobbiamo riscoprire sempre più la persona a cui vogliamo bene e invocarla, farla conoscere. Quando si ama una persona si continua a frequentarla, a chiamarla, a pensarla;  così il rapporto cresce e non diventa abitudinarietà: pensate agli sposi, agli amici. Le relazioni sono l’aspetto fondante e fondamentale! E’ questo che in realtà può mandare avanti anche la “causa”. L’impegno resta dunque di far dimorare Fratel Gabriele nella nostra vita e nelle nostre comunità e non relegarlo ad illustre sconosciuto. 

   L’incontro della mattinata si è concluso con la celebrazione dell’Eucaristia in Cattedrale, dove è stato battezzato un bimbo vietnamita. E’ sempre bella la celebrazione in cattedrale; qui si  raccoglie la comunità cristiana locale, fatta da africani, cinesi, vietanamiti, francesi…e si respira la mondialità dell’essere cristiani.

   Dopo la liturgia, come gesto comunitario ci siamo ritrovati alla tomba di Fratel Gabriele, abbiamo pregato portando alcune intenzioni per le varie province e persone e ognuno ha posto un cero a simboleggiare l’impegno di portare la luce di Cristo nei propri ambienti, sull’esempio e con l’aiuto di Fratel Gabriele.

   Dopo pranzo ci siamo recati al cimitero di Belley, per rinsaldare la comunione con i Fratelli che ci hanno preceduti nella casa del Padre e per chiedere la loro preghiera.

   Il pomeriggio ci ha visiti nuovamente nella casa del Fondatore dove abbiamo lavorato sull’ordine del giorno preparato da Fratel Carlo su tre punti: a) verifica della situazione nella provincia; b) proposte per la programmazione; c) informazioni e notizie varie.

   Alle 17,45 abbiamo terminato il nostro incontro. 

   Alcune proposte concrete per le nostre comunità: 

1)      il 15 maggio p.v. ricorre il 15° anniversario del Decreto sull’Eroicità delle virtù di Fratel Gabriele. E’ questa la vera e sostanziale proclamazione della sua “santità”! Ogni comunità è perciò sollecitata a trovare il modo per sottolineare in quel giorno l’importante data, con il suo ancor più importante significato…;

2)    nella giornata comune del 7 maggio sarebbe bello trovare un momento per sottolineare questo avvenimento e trovare uno spazio per far memoria di Fratel Gabriele (il Consiglio Provinciale e la Commissione di Formazione potrebbero pensarlo…);

3)    la preghiera per la novena mensile è preparata da Fratel Teodoro e segue ogni volta un particolare filone. Usarla è uscire dai soliti schemi abituali, ci aiuta ad essere in comunione e a trovare elementi nuovi riguardanti Fratel Gabriele;

4)    sarebbe bello che le comunità, coinvolgendo anche amici, parenti, ecc. organizzasse un pellegrinaggio a Belley. Le due case possono accogliere 25 persone e Fratel Teodoro è disponibile a percorsi personalizzati per la visita della casa e dei luoghi, per un fruttuoso approccio a Fratel Gabriele;

5)    sarebbe anche bello e auspicabile la traduzione del libro scritto dalla signora Françoise Bouchard: “Fratel Gabriele Taborin alla scuola della Santa Famiglia”. Si sottolineava che nonostante i suoi limiti, il libro permette una facile collocazione della vicenda di Fratel Gabriele, con un linguaggio moderno per molte categorie di persone: giovani, adulti, preti, catechisti, operatori pastorali… 

   Se qualcuno desidera delle precisazioni o vuole comunicare iniziative o persone per cui pregare lo può fare con me o con fratel Carlo. Così pure, se qualcuno viene a conoscenza di grazie ricevute per intercessione di fratel Gabriele Taborin.

   Grazie a tutti voi e grazie anche  per ogni gesto di attenzione e di affetto verso fratel Gabriele, “amico di Dio”. 

                                                                                                           Fratel Marco

Madonna dell’Uva Secca,
14 marzo 2006
 

RIUNIONE DEI RESPONSABILI DELLA CAUSA DI  FRATEL GABRIELE TABORIN
Belley   12 / 03 / 2006
SPUNTI DI  RIFLESSIONE

 1°  Il fondamento teologico : “Credo nella comunione dei santi”

Che cosa significa in primo luogo l’espressione comunione dei santi?

L’ espressione significa prima di tutto la partecipazione comune di tutti i membri  della Chiesa alle sante realtà: la fede, i sacramenti, in modo particolare l’Eucaristia, i carismi e gli altri doni spirituali. Alla sorgente della comunione c’è la carità che “non cerca il proprio interesse” ( 1 Cor 13,5), ma che spinge i fedeli a “ mettere tutto in comune” ( At 4,32 ), persino i  beni materiali, per il servizio dei più poveri.

Che cosa significa ancora la comunione dei santi?

     Essa indica anche la comunione tra le persone sante cioè tra coloro che , dalla grazia, sono uniti a Cristo morto e risorto. Alcuni sono in pellegrinaggio sulla terra;  altri, avendo lasciato questa vita, completano la loro purificazione sostenuti anche dalle nostre preghiere e, infine, altri ancora godono già della gloria di Dio e intercedono per tutti. Tutti insieme formano in Cristo un’unica famiglia, la Chiesa, a lode e gloria della Trinità.                  (v. “Compendio del Catechismo della  Chiesa Cattolica”, 194-195) 

2°  Una relazione personale

                La personalità di ognuno di noi si costruisce durante tutta la vita, soprattutto attraverso la rete delle relazioni che ogni persona crea e nella quale vive. La  qualità e l’intensità delle relazioni costruiscono una personalità  ricca e  dinamica, capace di “fare famiglia” e di “ costruire comunità”. Le relazioni di una persona sono come delle onde concentriche che evolvono lungo tutta la vita: primi passi, crescita o decrescita, interruzione, ripresa…..

               Una forma di avvicinamento alla persona di Fratel Gabriele è quella di studiare il  mondo delle sue relazioni. Possiamo individuare parecchi gruppi di persone con le quali F.G.T. era in relazione: i Fratelli, la sua famiglia naturale, i membri  del popolo di Dio, (preti, religiosi/e, laici),   Dio.

       Persone con le quali ha avuto relazioni prima e dopo la morte. Possiamo chiedere quale tipo di relazione F.G. ha avuto con le persone di ognuno di questi gruppi e ciò ci aiuterà a conoscere F.G., ma soprattutto a farci la domanda essenziale:

-         Quale è la mia relazione attuale con Fratel Gabriele?

-         E’ per me una persona “viva”,  anche se  già “morta”?

-         Quale senso può avere nella mia vita questa relazione?

 3° Dal Decreto sulle virtù al riconoscimento del miracolo

 Una vita cristiana esemplare

           “ Così prese parte alla rinascita cristiana della Francia alla quale si dedicarono altri personaggi importanti; finalmente con l’appoggio palese del suo vescovo, realizzò la fondazione dell’Istituto che continua ancor oggi la sua opera. La sua vita e le sue  opere si spiegano alla luce delle sue qualità  spirituali e dei suoi doni umani; ma penetrando in profondità nella sua personalità, si può scoprire la chiave della sua azione e capire come le virtù siano l’espressione vera della sua anima” ( v. “Decreto sull’eroicità delle virtù  di Fratel Gabriele Taborin).

       Noteremo che esse sono in parte ereditate dalla famiglia, in parte condizionate dell’ambiente sociale e in parte dono esclusivo della grazia, sviluppato dall’azione costante e cosciente del soggetto, che così concorre e determina il suo specifico grado di merito: sono le “virtù” cui egli giunge. Sul piano della realtà umana esse sono inscindibili e tutte insieme concorrono a formare quella fisionomia psichica e spirituale unica della persona che è il Servo di Dio, Fratel Gabriele (v. “Informatio del Postulatore Generale”, 1986).

  Maestro di vita spirituale

                Nella sua giovinezza praticava l’umiltà senza parlarne, ma più tard, nell’età adulta, quando si mise a tracciare una guida spirituale per i suoi Fratelli, chiamò l’umiltà “ la virtù particolare” dell’Istituto che aveva fondato ( v. “Decreto sulle virtù di F.G.T.”).

Gli scritti di F.G.T.

   Il lettore  che si avvicina oggi agli scritti di Fratel Gabriele con la stessa attitudine di semplicità e di generosità con la quale  sono stati redatti, può certamente trovare in essi una parola di incoraggiamento e di saggezza che proviene dal passato, ma che può aiutarlo  anche oggi. Per la comprensione e l’interpretazione del carisma taboriniano, gli scritti godono naturalmente di un’ autorità di primo grado ( Cfr. in particolare: La Nuova Guida; La via della santificazione;L’Angelo guida dei pellegrini d’Ars; Il tesoro delle scuole cristiane).

  Il miracolo come attestato

 
Il miracolo,intervento speciale e gratuito di Dio.

        Si tratta qui dell’aspetto fattuale e ontologico del miracolo. Quale segno e anticipazione di una salvezza, il miracolo manifesta un intervento di Dio non meno speciale e gratuito della salvezza stessa; diverso quindi dalla conservazione e dal governo ordinari dell’universo. E’ un’opera dell’onnipotenza di Dio, contraria alla natura nel suo aspetto di prodigio, ma in realtà superiore ad essa, trascendendola come segno della trasformazione gratuita dell’uomo e dell’universo da parte di Dio che salva e rinnova tutto. Quando si tratta di esprimere ciò che si realizza a livello di fenomeno, noi balbettiamo. Certuni parlano di un superamento dei determinismi; altri, di una accelerazione fulminante dei processi di restaurazione, che contrasta con la temporalità e la continuità, tratti caratteristici del fenomenologico; è come se si saltassero le barriere del tempo e dello spazio, come il Cristo risorto, che sfugge alla distanza e alla durata, e lascia intuitivamente intravedere qualcosa del mondo glorificato. 

Un segno divino

     Il miracolo è segno della venuta al mondo della Parola della salvezza. La parola principale è segno . Il miracolo è un prodigio significativo,un segno. Si tratta di un segno che interpella, apportatore di un’intenzione divina, e rivolta all’uomo come un pegno divino, come una parola concreta. Quel segno, il miracolo appunto,  riveste i seguenti valori:

-         Segno della potenza di Dio

-         Segno dell’amore di Dio

-         Segno di missione divina

-         Segno della gloria del Cristo

-         Rivelazione del mistero trinitario

-         Simbolo della vita sacramentale

-         Segno delle trasformazioni del mondo.

 Funzioni del miracolo

 Una funzione di comunicazione

    Il miracolo appartiene ala genere della parola. Entra nel mondo dei segni utilizzati fra le persone per scambiare e manifestare le loro intenzioni. Esprime un’intenzione di relazione interpersonale. E’ segno di qualcuno; è avvicinamento benevolissimo di Dio che previene l’uomo con un gesto , e lo dispone all’ascolto della sua Parola.

Una funzione di rivelazione

     Il miracolo si presenta quale elemento costitutivo di una rivelazione che si compie  con “gesti e parole”. Cristo esercita la sua funzione rivelatrice per mezzo di tutte le vie dell’Incarnazione. Il miracolo mostra di fatto la parola di salvezza portata da Cristo: opera la liberazione e la restaurazione dei corpi. E’ parola attiva; atto parlante.

 Una funzione attestante

Si parla anche di miracolo-legittimazione o di miracolo come segno affermativo, apologetico, giuridico. E’il sigillo dell’onnipotenza di Dio riguardo ad una missione o riguardo ad una parola che   interpella. Il miracolo conferma  che il Vangelo di Cristo è veramente Parola di Dio.

 Una funzione di promozione e di liberazione

    Il miracolo si presenta come un intervento liberatore e trasformante. Restituisce l’uomo a se stesso; quest’ultimo ritrova la normalità delle sue relazioni con gli altri. E’ un uomo nuovo.

(Rielaborazione di uno studio di René Latourelle)