Il nostro modello:
La Santa Famiglia di Nazaret

 
IMMAGINI


 

A Nazaret si lavorava, si pregava e ci si amava.

 
    Guardiamo il quadro: a prima vista è la Santa Famiglia al lavoro. San Giuseppe è al suo banco di falegname, Maria, seduta di fronte a lui, tiene sulle ginocchia il proprio lavoro. Cuce; la mano che tiene l'ago si è fermata, sospesa. La madre contempla l'obbedienza di Gesù che, all’indicazione di Giuseppe, prende un martello e un pezzo di legno e ascolta gli ordini che gli dà suo padre putativo.

   L'amore di Maria e Giuseppe e la loro unione sono stati resi in modo molto espressivo dalla vicinanza e dalla disposizione dei personaggi.
   Gesù appare come il legame fisico e materiale dei due santi sposi, nello stesso momento in cui li unisce con gli sguardi degli occhi, del cuore e dell'anima che Maria e Giuseppe posano contemporaneamente su di lui.

    I tre personaggi sono uniti da un atto di obbedienza di Gesù, che Giuseppe richiede e che Maria ammira.

    Ma Gesù, che nel quadro rappresenta questo legame, è anche la figura che esprime più direttamente la preghiera.

Egli ascolta gli ordini di Giuseppe, suo padre qui in terra, ma il suo sguardo contempla chiaramente un altro Padre, che, dall'alto dei cieli, gli comanda     per bocca di San Giuseppe.

   Maria non dimentica un solo istante questo divino rapporto di suo Figlio col Padre celeste, ed è l'estasi interiore, che prova nel vedere questo Dio così grande obbedire con tanta umiltà, che tiene il suo sguardo rivolto agli atteggiamenti del Figlio.

   San Giuseppe, pur dando ordini, non ha dimenticato che suo figlio e garzone ha in sé la luce di Dio stesso. Ed è per questo che, pur comandando ad un figlio, ha abbassato gli occhi davanti alla saggezza del Creatore, in atteggiamento devoto di omaggio e di adorazione.

   La preghiera, l’amore ed il lavoro sono quindi raffigurati nel nostro quadro.

   Il lavoro vi è più evidente, ma ciò che risalta di più è l’obbedienza di Gesù, è l’incarnazione della parola del Vangelo: “era loro sottomesso”.

 

(Documenti d’archivio 1935)

 
 

Occorre proclamare con gioia e coraggio il Vangelo della famiglia!.
GIOVANNI PAOLO II

  Carissimi Fratelli e Sorelle!

    A qualche giorno dal Natale, la Chiesa contempla quest’oggi la Santa Famiglia. Alla scuola di Nazareth ogni famiglia impara ad essere fucina di amore, di unità e di apertura alla vita.

    Nel nostro tempo, un mal inteso senso dei diritti viene talvolta a turbare la natura stessa dell’istituto familiare e del vincolo coniugale. Occorre che a tutti i livelli si congiungano gli sforzi di quanti credono nell’importanza della famiglia basata sul matrimonio. Si tratta di una realtà umana e divina che va difesa e promossa come bene fondamentale della società.

    I cristiani, ricorda il Concilio Vaticano II, attenti ai segni dei tempi devono adoperarsi "per sviluppare diligentemente i valori del matrimonio e della famiglia; lo faranno tanto con la testimonianza della propria vita, quanto con un’azione concorde con gli uomini di buona volontà" (Gaudium et spes, 52).

    Occorre proclamare con gioia e coraggio il Vangelo della famiglia. Eleviamo a tal fine la nostra comune preghiera a Gesù, Maria e Giuseppe per tutte le famiglie, in particolare per quelle in difficoltà materiali e spirituali.

ANGELUS
Festa della Santa Famiglia di Nazaret
Domenica, 28 dicembre 2003